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Storia del commercio della Cina contemporanea e dei mutamenti economici e sociali causati dall'ingresso nell'OMC e nel commercio internazionale

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11 I primi passi del capitalismo si notarono soprattutto nel grande commercio: mercanti di sale di Yangzhou, grossi mercanti hong di Canton. Ma la crescita del settore privato del commercio e dell'industria fu costantemente frenata dal potere statale e dalla classe dirigente, che li assoggettava a controlli pesanti e ad un regime fiscale svantaggioso. Fu l'appartenenza alla gentry a rimanere la principale fonte di ricchezza e di potenza, e i ricchi mercanti preferirono acquistare per i loro figli dei titoli confuciani. I settori commerciali più attivi furono quelli sviluppatisi sotto la dipendenza dell'amministrazione e che collaboravano con questa, non coloro che vi si opponevano: venditori monopolisti di sale, banchieri dello Shanxi, concessionari di miniere. La città cinese, perciò, non fu come in Occidente il punto di avvio delle forze economiche e sociali, ma rimase essenzialmente un centro amministrativo e militare, anche se in certi casi le sue attività industriali e commerciali erano considerevoli (soprattutto nel settore dei beni di lusso e nella concessione dei crediti agrari). La commercializzazione dei prodotti industriali e agricoli era già rilevante: gli scambi a lunga distanza riguardavano soprattutto i prodotti insostituibili per motivi fisiologici o di consuetudine (sale, tè), e quelli che avevano un valore elevato rispetto a un volume ridotto (artigianato di qualità, sete, porcellane, ecc.). Essi erano sviluppati soprattutto nella Cina del sud, dove l'esistenza di una rete fluviale vasta, regolare e ramificata allargava la zona in cui era conveniente la vendita a lunga distanza. Ma nonostante ciò la tendenza alla disparità e alla frammentazione sembravano prevalere. Esisteva infatti una notevole diversità, tra le regioni, per quanto riguardava i pesi, le misure, i tassi di cambio della moneta d'argento e di quella in rame. Inoltre era molto diffusa l'usura, con tassi che raggiungevano anche il 15-20% al mese. La moneta cinese era composta nell’800 dai sapechi, monete di rame e uniche monete circolanti, e dai tael, unità convenzionale di peso d’argento usata solo per i conteggi. Il rapporto tra il sapeco e il tael era teoricamente di uno a mille, ma il tasso di cambio variava considerevolmente a seconda della località e del periodo, creando numerosi disagi.

Anteprima della Tesi di Stefano Righetti

Anteprima della tesi: Storia del commercio della Cina contemporanea e dei mutamenti economici e sociali causati dall'ingresso nell'OMC e nel commercio internazionale, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Stefano Righetti Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.