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Ritratto d'attrice: Isa Danieli, dall'esordio teatrale all'incontro con la drammaturgia contemporanea

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9 La stessa Isa Danieli era praticamente nata lì dentro: il teatro si trovava pochi metri dalla casa della madre che aveva ricominciato a lavorarvi subito dopo il parto, mentre la bambina, come la maggior parte dei figli d’arte, attendeva dentro una valigia nei camerini. Di Eduardo De Filippo sapeva solo che «era un grande uomo di teatro, che aveva una grande compagnia e che da lui avrebbe sicuramente imparato molto…» 15 Così, con l’ingenuità e l’incoscienza di una ragazzina, mandò una lettera con una fotografia e la locandina della sceneggiata in cui stava lavorando (dove, dice con sguardo malizioso, il suo nome era scritto in caratteri più grandi rispetto a quello degli altri giovani attori) a Eduardo De Filippo, forse neanche credendo che quel grande uomo di teatro avrebbe potuto accorgersi di lei. Oggi, a distanza di anni il ricordo dell’attesa è ancora vivo per l’attrice partenopea, che dopo una lunga carriera riconosce: «era incoscienza pura, se fossi stata più grande avrei agito diversamente, avrei aspettato i provini. Loro già stavano lavorando al San Ferdinando» 16 . Passarono mesi dall’invio della lettera e le speranze di ricevere risposta erano nulle; invece una mattina squillò il telefono e l’amministratore della compagnia, Carlo Argeri, la convocò per il giorno stesso. Un’attrice della compagnia di De Filippo dovette essere ricoverata d’urgenza in ospedale per una appendicectomia e Isa Danieli si presentò, raggiante di tante aspettative, con un vestito a fiori e scarpe col tacco alto, così come le era stato richiesto. Il corredo borghese era a carico dell’attore. Ognuno, infatti, era tenuto ad occuparsi dei propri vestiti, scarpe e trucchi di scena: doveva quindi acquistarli e conservarli nel migliore dei modi. Per le commedie storiche o comunque con una determinazione temporale specifica, l’impegno passava dagli attori alla compagnia stessa. Una legge non scritta imponeva agli attori di non utilizzare nella vita privata gli abiti di scena, non solo per farli durare più a lungo, ma anche per una sorta di rispetto nei confronti del personaggio cui sarebbero serviti. Con il tempo, infatti, ogni vestito si legava talmente al personaggio da non essere più considerato proprietà dell’attore, ma dello specifico personaggio. 15 Isa9000, docufiction su e con Isa Danieli, scritto da Angelo Serio Rosario Gallone, diretto da Angelo Serio; in collaborazione con regione Campania Comune di Nocera Inferiore, Frame S.p.A., Theatre de Poche, Italia 2000. 16 Storie pubbliche e private delle famiglie teatrali napoletane, a cura di Delia Morea e Luisa Basile, X-press editore, Napoli 1996, pp 29.

Anteprima della Tesi di Barbara Tinghi

Anteprima della tesi: Ritratto d'attrice: Isa Danieli, dall'esordio teatrale all'incontro con la drammaturgia contemporanea, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Barbara Tinghi Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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