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Successi e limiti del Patto di Stabilità e Crescita

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Nel primo capitolo viene riportata una breve descrizione delle trattative che hanno portato all’adozione del Patto di stabilità e crescita(par. 1.1), quindi, sono riportati in sintesi i due regolamenti Ecofin(1466/97 e 1467/97) e la risoluzione del Consiglio Europeo, che compongono il PSC(par. 1.2). A seguire viene trattato il dibattito che ha caratterizzato l’adozione di determinate regole fiscali nell’Uem(par. 1.3), a conclusione del capitolo viene esposta un’analisi sull’efficienza delle regole fiscali Uem, condotta attraverso i criteri di Kopits- Symansky(par. 1.4). Nel secondo capitolo viene esposto uno studio, condotto da Fatas e Mihov, sulle politiche fiscali realizzate prima e dopo l’Uem, integrato da dati più recenti forniti dalla Commissione Europea (par. 2.1), attraverso tale studio è possibile evidenziare come, in un area caratterizzata dall’eterogeneità dei paesi membri, sono stati raggiunti gli obiettivi richiesti per l’ingresso nell’Uem ed inoltre si nota la delicata fase che l’area sta attraversando dopo l’avvio dell’unione monetaria. Nel paragrafo successivo è riportata un’analisi sul tipo di politiche fiscali condotte in Italia, sotto il Patto(par. 2.2). Quindi viene trattato il discusso utilizzo delle misure una tantum(par. 2.3). Nel penultimo paragrafo vengono riportati dei dati che fanno riferimento a tre diverse recessioni e ai loro effetti su diversi paesi(par. 2.4). Infine viene dibattuta la capacità o meno del PSC di stabilizzare il ciclo economico e di coordinare le politiche fiscali dei vari paesi membri(2.5). Il terzo capitolo viene introdotto dalla constatazione dell’assenza, nel Patto, degli strumenti necessari ad evitare dei comportamenti scorretti, da parte dei singoli membri dell’Uem, durante i periodi di crescita economica. Una delle ipotesi avanzate è la poca chiarezza che circonda il cosiddetto “obiettivo di medio termine” introdotto dal Patto(par. 3.1). Nel secondo paragrafo viene introdotta la controversa scomposizione del deficit pubblico in deficit strutturale e ciclico. Tra i vari metodi, che le diverse organizzazioni internazionali utilizzano, viene riportato un semplice modellino, utilizzato dall’OCSE, in grado di chiarire sufficientemente la questione(par. 3.2). Il terzo paragrafo introduce un

Anteprima della Tesi di Giovanni Francioso

Anteprima della tesi: Successi e limiti del Patto di Stabilità e Crescita, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Giovanni Francioso Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.