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Powerline: Internet Elettrica

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Bruno Roberto Lazzoni PowerLine: Internet elettrica 30 Aprile 2004 Cap. 1 – Cenni storici 6 utenti per sopperire a momentanee carenze di disponibilità; confronto tra potenza globale erogata da ogni sottostazione e somma di tutte le potenze di ogni singolo utente per individuare eventuali perdite sulla rete; rilevazione di eventuali tentativi di manomissione; ¾ anni '90, Datawatt (Olanda e Svizzera) sviluppa il sistema Robcom, basato sulla tecnica Spread Spectrum Frequency Hopping, che lavorava sia sulle linee a bassa tensione, per la gestione dei carichi, che su quelle a media, per automatizzare la distribuzione, fornendo i seguenti servizi: monitoraggio del flusso di energia lungo la rete; localizzazione dei guasti; misurazione e controllo continuo del livello di tensione in alcuni punti della rete; commutazione tariffe; cicli di carico; perdite di carico; lettura remota del contatore; localizzazione guasti. Oltre a quelli sinteticamente sopra riportati, agli inizi dell’ultimo decennio del secolo scorso, NOR.WEB (Regno Unito), in collaborazione con Open University, iniziò a studiare il sistema o modello cosiddetto “PowerLine Communications”. Lo scopo iniziale del progetto era la fornitura di servizi interni rivolti all’utente dell’energia elettrica che però non giustificavano i grandi investimenti impegnati per istallare le infrastrutture necessarie alla loro diffusione su larga scala; pertanto furono progettati servizi più appetibili dai consumatori come il trasferimento di voce e dati: ma questo richiedeva l'utilizzo di “data rate” 7 molto più elevati di quelli che le bande di frequenza assegnate dal CENELEC consentivano. Allora 2 PLC alternativa all'utimo miglio

Anteprima della Tesi di Bruno Lazzoni

Anteprima della tesi: Powerline: Internet Elettrica, Pagina 9

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Bruno Lazzoni Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.