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Strategie di internazionalizzazione delle imprese del prêt à porter di lusso italiane

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Riassunto 7 redazionali esclusivi, società di consulenza e altri ancora. Attraverso le attività di tutti gli attori citati, l’impresa crea una cultura di notorietà della griffe. Tuttavia, i cambiamenti socio economici in atto e l’evolversi della mentalità del consumatore, nonchè l’accentuarsi della competizione a livello globale, hanno portato i fattori critici di successo a spostarsi dalla creatività ed esclusività del prodotto, alla necessità di disporre di politiche di comunicazione sempre più agguerrite ma raffinate, rivolte al target prescelto, e di disporre di adeguati punti vendita nelle città più importanti del mondo e nelle zona di maggior prestigio al loro interno. Il nuovo fattore critico di successo che sembra proporsi negli anni Novanta è il controllo diretto delle commercializzazione, che permette di proiettare all’esterno un’immagine coerente con quella desiderata dallo stilista, e di avere un immediato feed back sui gusti della clientela e sull’andamento del mercato. L’ingresso nel mercato estero, per quanto riguarda la commercializzazione, avviene con differenti modalità: 1.esportazione diretta: offre il vantaggio del controllo totale o parziale sulle politiche internazionali e la possibilità di definire politiche di vendita, di promozione, di comunicazione, di prezzo e assistenza ai prodotti. Nel passato veniva raramente scelta, oggi viene scelta per le linee di prêt à porter, destinata a rappresentare l’immagine della griffe nel mondo, su tutti i mercati più interessanti, ovvero nelle città di maggior prestigio, nelle vie più belle. La politica di boutique è stata di recente estesa, da parte delle maggiori firme del prêt à porter italiano (Versace, Armani, Ferrè, Valentino, ecc..) a mercati particolarmente interessanti dal punto di vista dello sviluppo, quali la Cina, il Messico, l’ex URSS, l’Asia del Pacifico. É una politica che garantisce il controllo sull’immagine e sul marchio, non solo a livello pubblicitario e promozionale, ma anche in termini di qualità del servizio. L’ubicazione delle boutique, l’arredamento e l’architettura esterne sono scelte in funzione delle collezioni che sono destinate ad ospitare. La tendenza attuale è non solo quella di aprire o rilevare boutique, precedentemente in franchising, di un lusso molto evidente e sempre nei quartieri più eleganti e alla moda, ma anche di aprirne di enormi, rispetto alle tradizionali dimensioni delle boutique più vecchie. 2. franchising: è una formula scelta per diversi motivi: scarsa conoscenza del paese, della città, del mercato; difficoltà di gestire direttamente un numero di boutique molto elevato; difficoltà di reperire personale specializzato e qualificato e perfettamente integrato nell’ambiente di riferimento. Di solito si adotta una forma “spuria” di franchising: la licenza di vendita in esclusiva. Si mantiene un certo controllo sulla distribuzione, evitando però i rischi e i costi del canale diretto

Anteprima della Tesi di Silvia Bianchi

Anteprima della tesi: Strategie di internazionalizzazione delle imprese del prêt à porter di lusso italiane, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Bianchi Contatta »

Composta da 388 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.