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L'origine del movimento sindacale in ferrovia e l'Italia post-unitaria

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4 Per tutelare l’ordine e la sicurezza fu, quindi, necessario prevedere una severa disciplina professionale, che rendeva gli impiegati ferroviari alla mercé dei dirigenti delle Compagnie e dei superiori immediati, con una gerarchia di tipo militaresco, in base alla quale era dovuta una completa ubbidienza. Venne, pertanto, messa in opera una rigorosa razionalizzazione delle competenze, fissando procedure schematiche e introducendo una cospicua serie di moduli per trasmettere ordini e comunicare disposizioni. Un aspetto significativo del lavoro ferroviario era quindi legato alla precisione che ha sempre distinto le normative sulla circolazione dei treni, le quali si contrapponevano alla sostanziale libertà vigente sulle strade ordinarie. Tali norme, in seguito codificate in puntuali istruzioni per ogni qualifica, sancivano molteplici obblighi per i ferrovieri, rendendo tutto il sistema in teoria simile ad un congegno di precisione. La registrazione dell’orario, ad esempio, era veramente rigorosa: tutti i capi stazione avevano l’obbligo di scrivere nel “foglio di via”, “di proprio pugno e ad inchiostro”, le ore precise di arrivo e di partenza di ogni treno che dovevano corrispondere a quelle registrate dai capi treno nel loro “foglio di corsa”.

Anteprima della Tesi di Antonella Ceccacci

Anteprima della tesi: L'origine del movimento sindacale in ferrovia e l'Italia post-unitaria, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Antonella Ceccacci Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

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