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La Biennale di Dakar

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Introduzione VIII quanto riguarda la Biennale del 2000 e 2002 ho quindi preferito basare le mie ricerche sul materiale che ho raccolto personalmente (visite, interviste, conferenze, dépliant, comunicati stampa). Esiste una vasta bibliografia legata all’arte contemporanea africana, costituita da cataloghi di mostre, storie dell’arte africana, monografie, pubblicazioni tematiche, testi sulle singole nazioni o regioni, riviste specializzate, raccolte di saggi e tantissimi siti Internet. Anche le associazioni e le istituzioni che promuovono l’arte contemporanea africana sono molto numerose, così come è enorme il numero degli artisti che si possono definire “africani”. Le informazioni sull’arte contemporanea africana non sono però facili da reperire, non sono già organizzate (non c’è nessuna pubblicazione che le raccolga in modo sistematico) e sono spesso troppo recenti per essere già oggetto di pubblicazioni. Questa ricerca si concentra quindi soltanto sul materiale di alcune biblioteche (biblioteca del Castello Sforzesco di Milano, biblioteca d’Arte e di Storia di Ginevra, biblioteca universitaria di Cambridge, centro di documentazione della Biennale di Dakar e di Documenta di Kassel), sulle pubblicazioni in italiano, francese e inglese, sulle istituzioni ed i progetti artistici delle persone e delle organizzazioni che ho conosciuto personalmente grazie agli incontri della Biennale di Dakar e sulle esposizioni che ho visitato. Sempre per limitare il campo, questa ricerca dà poco spazio agli artisti della diaspora, ovvero gli artisti delle comunità nere delle Americhe e dei Caraibi. Una caratteristica fondamentale dell’argomento di ricerca L’arte contemporanea africana – in quanto fenomeno artistico – non esiste. Quando si parla di “arte contemporanea africana” si utilizza una categoria critica. In altre parole, esistono istituzioni (come la Biennale di Dakar), pubblicazioni ed esposizioni che decidono di focalizzare la loro attenzione sull’arte contemporanea africana ed esiste un dibattito critico intorno a questo concetto, ma ciò che non esiste è uno stile proprio dell’arte contemporanea africana, una sua storia continentale ed infine – punto assolutamente centrale – non esistono dei parametri chiari che permettano di individuare chi è un artista africano e chi no. Per questo motivo non è possibile analizzare l’arte contemporanea africana in se stessa; ciò che si può analizzare parlando di “arte contemporanea africana” sono le diverse visioni critiche che hanno creato questa definizione, che la sostengono o la utilizzano.

Anteprima della Tesi di Maria Iolanda Pensa

Anteprima della tesi: La Biennale di Dakar, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Iolanda Pensa Contatta »

Composta da 252 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.