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L'ingresso e il soggiorno degli stranieri non comunitari in Europa: tra cittadinanza ed esclusione. I casi di Francia e Spagna.

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INTRODUZIONE Le migrazioni internazionali sono una risorsa di enorme importanza per lo sviluppo delle nostre società: gli uomini emigrano per diversi motivi, spinti dalla fame, dalla povertà, o dal semplice desiderio di conoscere nuove terre. Le frontiere che si attraversano rappresentano una delimitazione tra uno stato e l’altro ed un ostacolo alla libera circolazione degli esseri umani, delle idee e delle culture. Soprattutto negli ultimi anni abbiamo assistito ad una progressiva chiusura delle frontiere, ad un inasprimento dei controlli: la limitazione di questa libertà naturale di spostamento è la conseguenza di una trasformazione radicale nelle società contemporanee, che hanno costruito grandi ricchezze nell’ultimo secolo, ma allo stesso tempo hanno eretto un alto muro difficile da attraversare, per coloro che risiedono nell’emisfero sud del mondo. L’Europa e gli Stati Uniti, a partire dagli anni ’70 e con lo scoppio della crisi finanziaria internazionale, decisero di arrestare una immigrazione che fino a quel momento avevano appoggiato e auspicato per facilitare la ricostruzione nella fase di industrializzazione post-bellica. Il 1973 rappresenta quindi un anno di svolta nella politica di apertura: i paesi europei, incapaci di gestire la crisi economica e la disoccupazione dilagante, decidono quindi di chiudere le frontiere ed attuare una nuova politica di gestione e restrizione dei flussi, portata avanti fino ai nostri giorni. La crisi finanziaria e la crisi petrolifera hanno avuto un impatto concreto nelle politiche migratorie dei paesi europei, nonché hanno contribuito alla nascita della nuova “questione migratoria”: i movimenti di estrema destra hanno monopolizzato il discorso politico inserendo l’immigrazione (ed il legame causa-effetto con il problema della disoccupazione) nell’agenda politica, spingendo i governi di turno a gestire il fenomeno migratorio attraverso le misure restrittive e repressive. Gli anni Ottanta e Novanta hanno visto la prosecuzione di queste politiche restrittive che, nonostante alcune differenze di gestione da paese a paese, tendono ad assomigliarsi nella gran parte dei paesi europei. Stiamo assistendo negli ultimi anni ad una progressiva chiusura delle frontiere, ad un’intensificazione dei controlli ai confini, ad un aumento dei criteri per l’accesso ai diritti fondamentali, ai diritti di residenza e di cittadinanza.

Anteprima della Tesi di Sabrina Espeleta

Anteprima della tesi: L'ingresso e il soggiorno degli stranieri non comunitari in Europa: tra cittadinanza ed esclusione. I casi di Francia e Spagna., Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sabrina Espeleta Contatta »

Composta da 249 pagine.

 

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