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Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo

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Capitolo I – La determinazione del reddito per fini impositivi 6 induttivo, ma può eventualmente rettificare voci della contabilità la cui “erroneità, incompletezza o infedeltà sia sorretta e provata da presunzioni gravi e concordanti, così come da normativa civile 2 ”. Si tratta, quindi, di una forma di accertamento con una funzione eventuale di controllo, frutto dell’impossibilità pratica di effettuare un accertamento generalizzato proprio a causa del moltiplicarsi degli obblighi formali oggettivamente imposti ai contribuenti dalla nuova riforma. Questa appare la principale peculiarità della riforma del Cosciani, che ne costituisce l’asse portante in grado di approntare una serie di criteri cardine nell’attuazione dell’accertamento dei redditi d’impresa, con il merito di aver limitato al massimo qualsiasi forma di discrezionalità e approssimatività nella delicata fase del controllo, ma anche coresponsabile nell’aver moltiplicato una serie di adempimenti burocratici che costituiranno quel nodo inestricabile del sistema fiscale italiano. In sostanza, si delinea perciò una filosofia che, perlomeno nella discussione teorica, si contrapponeva ai metodi forfetari e paracatastali del reddito normalizzato di tradizione einaudiana, una impostazione che quindi non poteva non avere, anche, evidenti risvolti di carattere politico e culturale 3 . L’aspetto caratterizzante, invece, che nel dibattito accademico si riscontra in via maggioritaria, in contrasto con l’impostazione del legislatore degli anni ’70, è l’incertezza sulla validità di quell’identità: il reddito effettivo ha natura tendenziale o convenzionale, secondo alcuni è addirittura “un’utopia, un ideale non realizzabile 4 ”. 2 Art. 2729 C.C. 3 A. FOSSATI, “Reddito di impresa minore, reddito normale e reddito personale”, in M. Leccisotti (a cura di), La tassazione delle imprese minori, Il Fisco n. 27/95, p. 6897. L’autore l’ha definita “una riforma di stampo postilluminista”. 4 Cfr. A. FOSSATI, “Reddito di impresa minore, reddito normale e reddito personale”, op. cit. R LUPI, Metodi induttivi e presunzioni nell’accertamento tributario, Milano, 1988, p. 91. Secondo questa teoria “il reddito non è una realtà ontologica preesistente al dato normativo, ma un dato costruito secondo scelte del legislatore, che non considerano sempre ugualmente le effettive caratteristiche economiche dei fenomeni”.

Anteprima della Tesi di Augusto Santori

Anteprima della tesi: Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Augusto Santori Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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