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Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo

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Capitolo I – La determinazione del reddito per fini impositivi 9 Il criterio analitico-contabile, se da una parte può forse non riuscire a descrivere con esattezza ciò che effettivamente si è raggiunto in termini di reddito, dall’altra viene ad essere posto in discussione se la valutazione si sposta sul lato del soggetto passivo. Come rilevato empiricamente, nella stragrande maggioranza dei casi il contribuente tende ad indirizzare la propria contabilità verso dimensioni più che favorevoli alla propria funzione di utilità, per mezzo di fenomeni elusivi ed evasivi 7 . E questa rappresentava, e purtroppo ancora sembra rappresentare, la filosofia di sopravvivenza 8 di molti contribuenti, in particolare di quelli minori. Perciò, non una banale trasposizione di uno dei tanti luoghi comuni della nostra società, ma la premessa necessaria all’oggetto del presente lavoro: gli studi di settore come moderno strumento di accertamento extracontabile teso a combattere l’evasione fiscale. Insomma, per il mondo delle PMI, l’applicazione del criterio contabile cela il rischio di generare un risultato più distante da quello desiderato, ossia che il contributo di ciascuno non è in relazione al proprio reddito, ma in relazione inversa alla capacità di occultare il reddito. Ma perché proprio le PMI? La piccola e media impresa che presenta particolari problemi dal punto di vista fiscale è essenzialmente quella le cui dimensioni escludono la necessità di una organizzazione amministrativa. Esiste una struttura molto semplice che spesso esclude ogni forma di contabilità a scopo gestionale, e quindi a univoco vantaggio del nostro soggetto economico. Dunque, quella contabilità che troviamo è contabilità fiscale, una realtà che nella pratica risulta tenuta e manipolata solo a fini fiscali. 7 V. VISCO, Il fisco giusto, Il Sole 24 ore, Milano, 2000, p. 170. Secondo l’ex ministro “negli studi economici tax evasion e tax avoidance vengono equiparate”. 8 A. FOSSATI, “Reddito di impresa minore, reddito normale e reddito personale”, op. cit., “la spiegazione di tale comportamento evasivo nel mondo delle piccole e medie imprese è fornito da due diverse scuole di pensiero: i giustificazionisti, secondo i quali la regressività dell’imposta spinge i contribuenti a non adempiere al proprio dovere tributario come forma di difesa, i partigiani del free riders, che teorizzano un comportamento strategico da parte dei contribuenti che massimizzano il proprio reddito fiscale netto tenendo conto della probabilità di essere scoperti e della relativa sanzione”.

Anteprima della Tesi di Augusto Santori

Anteprima della tesi: Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Augusto Santori Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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