Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La flessibilità ed il contratto collettivo nazionale bancari

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

7 condizioni che dovevano essere seguite da tutti i lavoratori e da tutti i datori di lavoro appartenenti alla categoria cui il singolo atto si riferiva; le disposizioni degli accordi stipulati non potevano essere derogate in pejus da parte dei contratti individuali di lavoro. 4 I contratti collettivi fascisti avevano dunque efficacia erga omnes ed il codice civile del 1942 li inserì fra le fonti del diritto attribuendo loro una specifica disciplina. 5 L’articolo 2077 cc. in particolare stabiliva al primo comma che “i contratti individuali di lavoro tra gli appartenenti alle categorie alle quali si riferisce il contratto collettivo devono uniformarsi alle disposizioni di questo”, e al secondo comma, sempre sulla falsariga del regio decreto, che “le clausole difformi dei contratti individuali, preesistenti o successivi del contratto collettivo, sono sostituite di diritto da quelle del contratto collettivo salvo che contengano speciali condizioni più favorevoli al datore di lavoro”. 4 In quest’ultimo senso infatti recitava l’art.54 del r.d. 1° luglio 1926 n. 1130: “I contratti di lavoro individuali stipulati dai singoli datori di lavoro e lavoratori soggetti al contratto collettivo, debbono uniformarsi alle norme da questo stabilite. Le clausole difformi dei contratti di lavoro individuali, preesistenti o successivi al contratto collettivo sono sostituite di diritto da quelle del contratto collettivo, salvo il caso che siano più favorevoli ai lavoratori”. 5 L’art. 1 disp.prel. c.c. recitava: “Sono fonti del diritto: 1) Le leggi 2) I regolamenti 3) Le norme corporative 4) Gli usi”; l’art. 5 disp.prel.c.c. poi spiegava che “sono norme corporative le ordinanze corporative, gli acordi economici collettivi, i contratti collettivi di lavoro e le sentenze della magistratura del lavoro nelle controversie collettive”. Il punto2 dell’art. 1 disp.prel. e l’art. 5 disp. Prel sono stati abrogati implicitamente dal D.L.L. 23 novembre 1944, n. 369.

Anteprima della Tesi di Matteo Garnero

Anteprima della tesi: La flessibilità ed il contratto collettivo nazionale bancari, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Matteo Garnero Contatta »

Composta da 254 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2292 click dal 22/06/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.