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La cooperazione penale internazionale: profili di diritto sostanziale

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7 Il PME è competente per lo svolgimento delle indagini sul territorio della Comunità, che costituisce uno spazio giudiziario unico, per l’esercizio o meno dell’azione penale, per lo svolgimento del dibattimento e l’esecuzione delle sentenze. Non è stata costituita una giurisdizione penale comunitaria ma dei fatti di reato sono competenti i giudici nazionali. Tuttavia ha suscitato parecchi dubbi in dottrina la modalità di individuazione del giudice. L’art. 26 del Corpus detta delle regole molto dubbie lasciando intendere, come peraltro è espressamente affermato nel commento all’articolo 14 , che sarà il pubblico ministero a scegliere di volta in volta il giudice: ciò sembra una violazione del principio del giudice naturale sancito dalla nostra Costituzione all’art. 25 comma 1 15 . L’esame delle disposizioni contenute nel Corpus può in alcuni casi dare adito a dubbi 16 ; pareri diversi sono stati prospettati riguardo le modalità di un suo futuro recepimento negli ordinamenti nazionali 17 , resta comunque il fatto che il Corpus Juris costituisce un valido punto di partenza per future esperienze in materia ed è stato un’importante occasione per esaminare i vari modelli penali adottati dagli Stati e per cercare di giungere ad una sintesi accettabile per tutti. 14 Verso uno spazio giudiziario europeo… cit., p.95. 15 L’art. 25 comma 1 così statuisce: “ Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”. L’art. 26 del Corpus stabilisce infatti che il processo deve svolgersi nello Stato membro la cui giurisdizione sembra più appropriata nell’interesse di una buona amministrazione della giustizia. Sono indicati i principali criteri di scelta senza che sia stabilito un rapporto gerarchico tra gli stessi: lo Stato in cui si trovano la maggior parte delle prove; lo Stato di residenza o nazionalità dell’imputato ( o degli imputati principali); lo Stato in cui l’impatto economico del reato è maggiore. In caso di conflitto di competenza tra giurisdizioni di Stati membri diversi , competente a dirimerli è la Corte di Giustizia. 16 Particolarmente critico è F. SGUBBI, op. cit., p. 151 e 152, il quale ritiene che il progetto sia apprezzabile solo se contenente linee giuda per la legislazione degli Stati in un’ ottica di armonizzazione ma non se destinato a porsi come un diritto penale sopranazionale. 17 Le principali soluzioni prospettate sono: ricorso al tradizionale strumento convenzionale; utilizzo di una direttiva ex art. 280 TCE; adozione di un regolamento ex artt. 95 o 308 TCE.

Anteprima della Tesi di Massimo Pietrini

Anteprima della tesi: La cooperazione penale internazionale: profili di diritto sostanziale, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimo Pietrini Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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