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Destalinizzazione e autonomia socialista nelle pagine de "L'Espresso" (1956-1958)

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13 adottate: nel caso in questione, Malenkov fu accusato di deviazione antimarxista per le sue idee favorevoli alla politica dei beni di consumo. Il suo posto alla testa del governo fu assunto da Bulganin il 9 febbraio 1955, ma sia lui che Kruscev non esitarono a riprendere la politica di Malenkov e a mettere in atto alcune riforme, come l’annullamento dei debiti dei kolchoz (le aziende collettive) e dei kolchoziani, l’aumento degli investimenti nelle campagne e dei prezzi dei prodotti agricoli. In seguito alla morte di Stalin ci furono importanti novità anche nell’ambito delle relazioni internazionali, come il riavvicinamento alla Jugoslavia di Tito, sancito dal viaggio di Kruscev e Bulganin a Belgrado, il riconoscimento della neutralità dell’Austria e il sostegno alla Conferenza di Bandung dei Paesi “non allineati”. Il fatto più ricco di conseguenze fu senz’altro il XX congresso del PCUS (Partito comunista dell’Unione Sovietica), che ebbe inizio il 14 febbraio 1956 nella Sala Bianca del Cremlino, alla presenza di 1424 delegati del partito e centinaia di rappresentanti dei partiti comunisti stranieri 22 . Dopo il rito di apertura, il primo ministro Bulganin dette la parola al segretario del partito Kruscev, il quale parlò per sette ore senza mai nominare Stalin: trattò diversi argomenti quali la situazione internazionale, l’evitabilità della guerra, la coesistenza pacifica e le vie verso il socialismo, vale a dire la possibilità per ogni paese comunista di elaborare forme originali di edificazione socialista che riflettessero le proprie particolari condizioni storiche, economiche e sociali; solo nella parte finale del discorso accennò al rispetto della legalità e alla costituzione che era stata violata da una certa personalità. Giuseppe Boffa, il corrispondente da Mosca dell’“Unità”, nel commento all’intervento, riportò “ampi stralci del discorso del segretario del PCUS, ma non un cenno al fatto più importante, ossia all’inizio ufficiale della demolizione del mito di Stalin” 23 . Il primo a pronunciare il nome di Stalin fu il delegato cinese Chu Teh, nella seconda giornata di congresso, ricordandolo come un educatore dei comunisti; il giorno seguente intervenne invece Anastasi Mikoian, accusando per la prima volta Stalin e 22 La delegazione italiana era composta, oltre che dal segretario del Pci Palmiro Togliatti, da Scoccimarro, Bufalini, Cacciapuoti, Montagnana e da Vidali per il Partito comunista di Trieste. 23 F. Froio, Il PCI nell’anno dell’Ungheria, Roma, L’Espresso, 1980, p.16.

Anteprima della Tesi di Silvia Tambellini

Anteprima della tesi: Destalinizzazione e autonomia socialista nelle pagine de "L'Espresso" (1956-1958), Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Tambellini Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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