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Il principio nominalistico nelle obbligazioni pecuniarie

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12 nominale, peraltro già previsto dalla legge penale 16 . Questo consiste nella facoltà riconosciuta al debitore di liberarsi pagando con qualsiasi specie di moneta avente corso legale che sia nominalmente corrispondente alla somma dovuta. In pratica il debitore obbligato a pagare 100 euro al creditore si libera prestando pezzi monetari o banconote equivalenti a 100 euro (per esempio una banconota da 100 euro, o 100 monete da un euro), facendo riferimento al valore nominale impresso su di esse. A sua volta il creditore non può rifiutare il pagamento contestando lo strumento utilizzato dal debitore per adempiere, se questo è moneta avente corso legale e se il valore nominale impresso sulle monete coincide con il multiplo o sottomultiplo della unità di misura legale dovuto dal debitore. Il principio del potere liberatorio della moneta per il suo valore nominale concentra la sua portata su un aspetto del denaro che riguarda la sua qualità di mezzo di pagamento e, in particolare, il suo funzionamento è riferibile esclusivamente ad un momento preciso del rapporto obbligatorio, quello dell’estinzione, in cui si pone il problema della qualità dei mezzi con cui effettuare il pagamento. Tale problema viene appunto risolto dal legislatore il quale ha stabilito che nel ragguaglio tra le unità monetarie dovute e gli strumenti di pagamento debba assumere 16 Cfr. l’art. 693 c.p. depenalizzato nel 1981, secondo cui “chi rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a lire sessantamila”.

Anteprima della Tesi di Martino Colombo

Anteprima della tesi: Il principio nominalistico nelle obbligazioni pecuniarie, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Martino Colombo Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.