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La carne degli dei (considerazioni sui funghi allucinogeni)

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7 Di solito chiamati teyhuintli, questi (funghi) sono giallo intenso, aspri e non sgradevoli se freschi. Ce ne sono ancora altri che, senza indurre il riso, portano alla luce ogni sorta di visione, come guerre e apparenze di demoni. Ancora altri non meno richiesti dai potenti per le loro feste e banchetti, sono considerati di gran valore. Vengono ricercati con veglie notturne, terribili e terrificanti. Questo tipo è bruno e alquanto aspro…” Per circa quattrocento anni non si seppe quasi nulla in Occidente dei culti mesoamericani, a causa dell'opera di cancellazione delle usanze locali condotta dai padri cristiani. Un botanico americano di nome Safford suppose, nel 1915, l'identificazione del “teonanacatl” con il “peyote”, un cactus allucinogeno usato ancora oggi in rituali medico-religiosi presso i popoli Huichol e Tarahumari. La sua tesi era che i Nativi camuffavano il cactus, presentandolo come un fungo, per renderlo più accettabile agli occhi degli occidentali. Un altro etno-botanico americano, Richard Evans Schultes, fu il primo occidentale a partecipare a una “velada” (rito sacrale) a Huautla de Jimenez, nello stato di Oaxaca, nel 1937. Da allora in poi, la fama del culto attrasse sempre più numerosi visitatori occasionali, studiosi e viaggiatori da ogni parte del mondo.

Anteprima della Tesi di Luca Rosignoli

Anteprima della tesi: La carne degli dei (considerazioni sui funghi allucinogeni), Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Farmacia

Autore: Luca Rosignoli Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.