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La finanza nelle società di calcio

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Introduzione 3 sono il frutto del bisogno di rinnovamento del settore. Viene pertanto analizzato prima di tutto il fenomeno delle associazioni calcistiche, la natura giuridica con cui praticamente nasce lo sport italiano di squadra, e successivamente il passaggio a società per azioni, che sancisce la volontà di garantire delle forme organizzative più snelle. Il vuoto legislativo che permea il settore è abbastanza ampio e per essere colmato necessita di un’apposita legge di riordino: la n.91 del 1981. Questa legge, descritta nel paragrafo 2.4, è comunque inadeguata, perché ancora una volta proibisce il fine di lucro. Il paragrafo successivo descrive la sentenza Bosman e i suoi effetti: essa rappresenta l’innesco principale che porta all’adozione del decreto legge 20 settembre 1996, n.485, che introduce il fine di lucro nel mondo del calcio. Diviene così possibile la trasformazione delle società in imprese di intrattenimento e l’allargamento dell’attività ad altri tipi di business. L’ultima parte del capitolo è dedicata alla descrizione delle vicende dell’estate 2003, che hanno portato all’adozione di un decreto, noto come “stoppa-TAR”, ed hanno evidenziato come gli aspetti economici siano ormai prevalenti su quelli finanziari. La terza parte di questo lavoro esplicita le fonti di finanziamento del mondo del calcio. La prima parte del capitolo è dedicata ai documenti informativi che sono alla base dell’interpretazione del fabbisogno di finanziamento. La seconda parte è dedicata, invece, all’indagine specifica sulle diverse fonti d’entrata. È da osservare che la più importante forma di finanziamento per il calcio italiano, ossia la televisione, è stata trattata a parte, per sottolinearne l’importanza preponderante che assume nei confronti di tutte le altre fonti dell’attivo. A tal proposito, viene proposta una distinzione tra i ricavi derivanti dalla cessione dei diritti televisivi alle televisioni generaliste e a quelle a pagamento. Le altre fonti di finanziamento vengono a loro volta distinte in due tipologie: le fonti tradizionali e quelle alternative. Le prime rappresentano settori attività tipici per i sodalizi sportivi italiani. Rientrano in tale categoria la sponsorizzazione, il merchandising e la sua variante del licensing, gli incassi al botteghino, i contributi federali e i guadagni che derivano dalla partecipazione a manifestazioni diverse dal campionato, come le coppe europee e le amichevoli. Le fonti alternative, sono state individuate nei canali tematici, in internet e nella telefonia cellulare. Sono state separate dalle altre poiché il loro sfruttamento è ancora agli inizi e non tutti i team sono consci delle loro potenzialità. Un ultimo riferimento viene fatto al complesso intreccio di

Anteprima della Tesi di Stefano Scravaglieri

Anteprima della tesi: La finanza nelle società di calcio, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Stefano Scravaglieri Contatta »

Composta da 409 pagine.

 

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