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La tutela successoria del convivente more uxorio

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La più nota esemplificazione del contratto a favore di terzo, al fine di garantire il mantenimento del partner superstite, è certamente il Contratto di assicurazione sulla vita a favore di un terzo, disciplinato in modo specifico dall’art. 1920ss c.c. 21 Secondo il meccanismo in questione, uno dei conviventi potrebbe stipulare un contratto di assicurazione sulla propria vita, designando l’altro quale beneficiario dei vantaggi da esso derivanti. In base al disposto dell’art. 1921. comma 2 c.c. Questa soluzione si rivelerà più efficace e sicura se lo stipulante dichiarerà per iscritto di rinunziare al potere di revoca del beneficio e se il terzo dichiarerà contestualmente di profittare. Queste manifestazioni di volontà andranno poi comunicate per iscritto all’assicuratore ex 1921. comma 2 c.c. 22 Va sottolineato come la fattispecie da ultimo indicata abbia tradizionalmente dato luogo ad un ampio e vivace dibattito dottrinario, inteso a risolvere il problema se attraverso uno schema contrattuale del genere si venga o meno a realizzare una disposizione mortis causa, ossia un atto a causa di morte che aggiri il divieto dei patti successori. 21 Un certo orientamento dottrinale ritiene preferibile qualificare il contratto a favore di terzo con prestazione da eseguirsi dopo la morte dello stipulante come negozio cosiddetto trans mortem, caratterizzato dalla revocabilità dell’attribuzione patrimoniale, in ciò distinguendosi quindi dai negozi con effetti post mortem. 22 In ogni caso, la rinuncia non può avere effetto e, conseguentemente, la designazione del beneficiario è sempre revocabile nonostante patto contrario, se la designazione del beneficiario è fatta con testamento(v. PALAZZO, I negozi trans-mortem nell’ambito familiare, p.94).

Anteprima della Tesi di Amedeo Giulio Giannotti

Anteprima della tesi: La tutela successoria del convivente more uxorio, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Amedeo Giulio Giannotti Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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