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La tutela successoria del convivente more uxorio

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La dottrina sembra inoltre essere ormai concorde nell’ammettere la compatibilità del trust con il divieto dei patti successori, 6 anche se a prima vista l’assetto di interessi predisposto dal settlor sembrerebbe dar luogo ad un patto successorio di tipo istitutivo; senza poi contare i rischi connessi all’eventualità di una violazione dell’art. 692 c.c., per la previsione di una sostituzione fidecommissaria non consentita dalla norma. Ma, è l’esame delle caratteristiche strutturali del trust a risolvere ogni dubbio circa la sua idoneità ad assolvere validamente ad una funzione parasuccessoria all’interno del nostro ordinamento. 7 Per un verso, infatti, si rileva come la struttura ed il meccanismo dei patti istitutivi siano difficilmente assimilabili alla struttura e al meccanismo del trust, considerato che: a) Quest’ultimo non si basa sull’accordo tra il de cuius ed il soggetto destinatario dell’attribuzione mortis causa (sia essa a titolo di eredità o di legato), ma dà luogo solitamente ad una vicenda unilaterale; b) Mentre il patto istitutivo presuppone che l’oggetto della disposizione faccia parte dell’asse ereditario, nel trust i beni fuoriescono definitivamente dal patrimonio del settlor; c) Se non altro nelle ipotesi di living trust ( in cui il disponente non perde la disponibilità del patrimonio, in quanto è egli stesso il beneficiario, per l’intera durata della vita, riservandosi il potere di disporre della parte residua a vantaggio del beneficiario finale, che egli può comunque revocare o modificare in qualunque momento), 6 V. A. SPADAFORA, op. cit., p.250, e E. MOSCATI, in Rapporti di convivenza e diritto successorio, op.cit. p. 152. 7 V. A. SPADAFORA, op. cit., p.251.

Anteprima della Tesi di Amedeo Giulio Giannotti

Anteprima della tesi: La tutela successoria del convivente more uxorio, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Amedeo Giulio Giannotti Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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