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Il Codice delle Due Sicilie del 1819

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11 I lavori della Commissione 30 furono organizzati in tre sezioni; la se- conda di queste fu incaricata di por mano alla seconda e quarta parte del Codice, cioè le leggi penali e quelle di procedura penale. 31 La nostra attenzione sarà dunque verso i membri di questa seconda sezione, scelti sembra direttamente dal Guardasigilli Tommasi. Ne facevano parte Niccola Nicolini, Francesco Canofari, Nicola Li- betta, D. Giovan Vittorio Englen, Giuseppe Raffaelli e Raffaele di Giorgio. La presidenza era affidata a quest’ultimo. La redazione del progetto di codice penale veniva affidata a Nicolini e ad Englen, anche se un ruolo particolare — secondo le fonti 32 — sembra aver giocato anche Raffaelli. Ruolo non trascurabile per tentare una lettura storica e comparati- stica dei codici preunitari: egli infatti aveva, un decennio prima, partecipato ai lavori della compilazione del progetto di Codice pena- le per il Regno italico, tra il 1805 e il 1806. 33 30 Per una rassegna completa dei componenti di ogni sezione e delle loro cariche e funzioni v. R. FEOLA, op. cit., p. 296, nt. 725. 31 La storiografia generalmente non ha indagato a fondo sulla non effimera relazione fra le vicende che legarono, da Giuseppe Bonaparte alla Restaurazione, l’evoluzione della legisla- zione/codificazione penale con quella processuale corrispondente; in arg. lo studio più re- cente e completo mi sembra quello di F. MASTROBERTI, op. cit., passim. 32 D. NOVARESE, op. cit., p. 37, nt. 83 e riferimenti ivi cit. 33 Sembra da escludere, secondo gli studi più recenti, l’ipotesi secondo cui Raffaelli avrebbe preso parte alla redazione delle leggi penali del 1808: v. amplius A. CADOPPI, Una «Pom- pei» nel diritto penale. Tradizione romanistica e «origini lombarde» del codice napoleta- no del 20 maggio 1808, p. CLXXXVII, in Leggi penali di Giuseppe Bonaparte per il Regno di Napoli (1808), [rist. anast. preceduta da vari saggi introduttivi], Cedam, Padova, 1998. Nonostante questo rilievo il progetto per il Regno italico ebbe certamente un forte influsso sulle leggi del 1808: Ibid., pp. CCV-CCVI. Sostiene l’ipotesi di una partecipazione diretta di Raffaelli al codice giuseppino S. VINCI- GUERRA, Una penalistica italiana a servizio della penalistica francese: le leggi di Giuseppe Bonaparte per il Regno di Napoli (1808), p. XI, in Le leggi penali di Giuseppe Bonaparte cit.

Anteprima della Tesi di Simone Bruni

Anteprima della tesi: Il Codice delle Due Sicilie del 1819, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Simone Bruni Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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