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Rileggere la II Guerra Mondiale: Joseph Heller e Kurt Vonnegut

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14 b) La Prima guerra mondiale. La Prima guerra mondiale segnò una svolta radicale nell’immaginario bellico. Gli storici e i critici che si sono occupati di questo aspetto hanno in primo luogo sottolineato le profonde modificazioni percettive, fisiologiche, memoriali che quella guerra generò nei combattenti: lo spazio e il tempo apparivano sconvolti a chi aveva passato anni nelle trincee (il luogo simbolo delle battaglie del 1914-1918). Inoltre, la tecnologia ormai dominante (l’impiego di carri armati e aerei, ad esempio) generava da un lato un sempre maggiore distacco dall’esercizio diretto della violenza; dall’altro, la precisa consapevolezza che l’azione del singolo non aveva che un valore secondario nella strategia bellica. Infine, lo spazio della biologia individuale cominciò ad essere invaso – in modo sempre più esplicito, sistematico e autocosciente - dalla politica e dal potere degli stati, che decisero la sorte di milioni di prigionieri, ridotti a numeri e a problemi da risolvere in modo “pianificato”. Di questi e altri sconvolgimenti diedero conto in prima istanza i tanti memoriali pubblicati già a partire dall’immediato dopoguerra. Il critico tedesco Walter Benjamin aveva affermato all’inizio del suo celebre saggio Der Erzähler (1936) che i soldati tornavano dal fronte incapaci di raccontare la loro esperienza in modo diretto. Ma questo se è vero rispetto ad un attonito mutismo, alla impossibilità di esprimere fino in fondo “l’essenza” dell’esperienza della guerra, non toglie nulla alla volontà, e alla necessità psicologica e sociale, di tentare di raccontare, un evento bellico incomparabile con quelli fino ad allora accaduti in coloro che vi presero parte, tanto è vero che sono state raccolte e studiate moltissime testimonianze non letterarie (specialmente epistolari), in cui si dava conto, pur nei limiti concessi dalle censure, di quanto stava avvenendo e, finita la guerra, la forma del memoriale sembrò la più adatta a manifestare spesso senza retorica e con un realismo oggettivo una verità dell’incredibile e dell’indicibile. Va però notato che molti dei memoriali editi in quegli anni presentano tratti letterariamente elaborati. In alcuni memoriali, episodi della Prima guerra mondiale sono talora descritti sulla base di modelli precedenti, e questa retorica (magari involontaria) si coglie soprattutto nelle opere di coloro che avevano ricevuto una buona educazione letteraria scolastica, ma non erano veri scrittori.

Anteprima della Tesi di Cristina Marozzi

Anteprima della tesi: Rileggere la II Guerra Mondiale: Joseph Heller e Kurt Vonnegut, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristina Marozzi Contatta »

Composta da 271 pagine.

 

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