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Coscienza, autoriflessività e paradossi: la teoria del ''doppio legame'' di G. Bateson

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3 Mentre ciò che il metro analitico poteva rilevare era una serie di pratiche, di istituzioni, di caratteri, di riti, costituenti una struttura funzionale stabile, identificabile come “ethos”, l'analisi profonda inaugurata dallo studio delle interazioni comportamentali inter e intra-culturali, portava alla luce un insieme di concetti e di problemi metodologici nuovi, e costringeva a ricollocare alcune categorie fino ad allora disgiunte. Questi problemi spiegano in parte la direzione che successivamente prenderanno le indagini di Bateson: 1) Innanzitutto, è rilevante il fatto che ogni configurazione culturale esaminata, per quanto “stabile” dal punto di vista strutturale e funzionale, si rivelasse come il frutto di un andamento processuale, la cui natura per di più non risiedeva nel solo andamento funzionale rispetto ai bisogni. Un rito come quello descritto in “Naven” non poteva trovare una collocazione adatta all'interno dell'ipotesi funzionalista, eppure era evidente il suo ruolo centrale nei meccanismi affettivi della cultura Iatmul. La stabilità (di un rito, di una istituzione, di un codice legislativo, ecc...) si costituisce come “punto fisso” in una matrice funzionale più ampia, che, interagendo, sedimenta “sacche di stabilità”, in continuo rapporto con un contesto dinamico. Lo studio di ciascuna “forma” ne presuppone allora uno processuale, poiché ciascuna forma è il risultato di processi contrapposti. La schismogenesi, se non viene adeguatamente controllata, rischia di degenerare in una spirale di risposte amplificate, ed è per questo che la cultura dispone di fattori “frenanti”, costituiti da processi etologici di segno opposto. Ogni cultura possiede quantomeno la possibilità di attivare meccanismi le cui curve di andamento siano inverse rispetto ad altri meccanismi degenerativi, e i primi, in quanto vengono sedimentati culturalmente (in riti, istituzioni, ecc...) rappresentano il risultato stabile della dialettica tra processi, risultato che sarà quindi “sovradeterminato” dall'insieme di “forze” che la cultura, nel suo complesso, attiva [Bateson 1935, 1949]. Non può sfuggire, come si noterà più avanti, l'analogia tra questa prospettiva etnologica e le basi concettuali della nascente cibernetica. 2) Altro aspetto di notevole interesse, al di là del piano puramente antropologico, è l'impostazione “sistemica”. Ogni indagine comparativa diviene allora un confronto tra “totalità” strutturate, e i concetti utilizzati devono abbandonare ogni pretesa analitica (nel senso di riduzionistica o parcellizzante) per abbracciare un'idea “olistica” dei sistemi culturali. Concetti come Zeitgeist o Ethos

Anteprima della Tesi di Giacomo Mason

Anteprima della tesi: Coscienza, autoriflessività e paradossi: la teoria del ''doppio legame'' di G. Bateson, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Giacomo Mason Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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