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Il trattamento dei membri di organizzazioni terroristiche internazionali con particolare riguardo al ''caso Guantanamo''

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19 Una breve rassegna dei tentativi di definizione che sono stati fatti in trattati internazionali, nell’ambito delle NU e in dottrina può esser utile per mostrare gli sforzi in merito a tale questione. 2.2.1. La nozione di terrorismo internazionale nei trattati internazionali La prima Convenzione internazionale sulla repressione del terrorismo è stata adottata in seno alla Società delle Nazioni, il 16 novembre 1937 24 , in seguito all’attentato di Marsiglia del 1934, contestualmente alla Convenzione relativa all’istituzione di una Corte penale internazionale competente a giudicare gli individui di uno dei reati previsti dalla Convenzione. Lo scopo era quello di obbligare gli Stati parti a qualificare gli atti di terrorismo come illeciti penali nei propri ordinamenti interni, prevedendo pene adeguate per i colpevoli, e di obbligare lo Stato nel cui territorio si trovasse il presunto terrorista ad arrestarlo e processarlo, o in alternativa, a consegnarlo a uno Stato che ne facesse richiesta per esercitare la giurisdizione penale (secondo il principio aut dedere aut iudicare, che sarà ricorrente nelle successive convenzioni). L’art. 1 della Convenzione stabilisce che per atti di terrorismo devono intendersi quei « faits criminels dirigés contre un Etat et dont le but ou la nature est de provoquer la terreur chez des personnalités déterminées, des groupes de personnes ou dans le public » . Tale definizione, basandosi sul concetto di terrore per individuare gli atti da incriminare, è del tutto tautologica. Inoltre, lascia fuori dalla sfera di applicazione della Convenzione tutti gli atti di terrorismo che, pur verificandosi nel territorio di una delle parti contraenti, non siano diretti contro uno Stato bensì contro un gruppo politico, una minoranza etnica, un’organizzazione internazionale. Nel secondo dopoguerra, gli Stati hanno seguito un approccio settoriale alla repressione del terrorismo internazionale, concentrando l’attenzione su singoli aspetti del fenomeno, adottando alcuni trattati che si occupano di specifiche figure criminose e adeguandosi alle nuove forme di terrorismo 25 . Il terrorismo diviene infatti oggetto di una incriminazione internazionale nella misura in cui determinati atti, e non la nozione di terrorismo in se stesso, sono oggetto di una incriminazione internazionale convenzionale. Con l’emergere e l’intensificarsi del terrorismo aereo, l’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO), uno degli istituti specializzati delle Nazioni Unite, promuove l’adozione di varie convenzioni: la Convenzione di Tokyo sulla sicurezza dell’aviazione civile del 1963; la 24 Società delle Nazioni, Doc. C.94.M.47.1938.V. La Convenzione non è mai entrata in vigore, probabilmente anche a causa dello scoppio della II guerra mondiale. 25 V. GIOIA, Terrorismo internazionale, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, in RDI, 2004, p. 5 ss e VON KRIEKEN, Terrorism and the International Legal Order, The Hague, 2002, p. 22 ss, per le varie convenzioni internazionali in materia di terrorismo e le definizioni di atti terroristici adottate.
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Il trattamento dei membri di organizzazioni terroristiche internazionali con particolare riguardo al ''caso Guantanamo''

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Informazioni tesi

  Autore: Veronica Sgatti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Marina Spinedi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 338

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Parole chiave

conflitti armati
detenuti
diritto umanitario
status giuridico
terroristi

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