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Durata della disoccupazione: indagini e modelli

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INTRODUZIONE 5 L’idea era quella di ridurre la disoccupazione attraverso il massiccio intervento dello stato: si ha la nascita del Welfare State. Nella società odierna, infine, la disoccupazione è mutata e assume aspetti multiformi e non sempre identificabili con schemi comuni a tutti. Pugliese (1993) delinea un nuovo tipo di disoccupazione, che riguarda coloro che non sono mai stati dipendenti (in un settore manifatturiero) e che hanno scarsa possibilità di uscire dalla situazione di precarietà in cui si trovano. Questa classe interessa la popolazione giovane che non è assorbita dall’industria e è costretta a inserirsi nel mercato del lavoro grazie a occupazioni instabili e spesso temporanee rientranti per lo più nel settore terziario. L’aspetto più rilevante di quest’ultima classe è la disoccupazione giovanile che sempre più trova difficoltà nell’inserirsi nel mercato del lavoro e ricorre quindi, a occupazioni come quelle descritte. Nel corso dei decenni, la definizione di disoccupazione, ha subìto variazioni significative. Oggigiorno, si hanno parametri comuni tra i vari stati per confrontare e operare in sintonia sul problema della disoccupazione. Esistono organismi sopranazionali, come l’ILO, che hanno il compito di dare metri comuni per la definizione di disoccupato; anche nello studio qui affrontato ci si è attenuti a questi dettami, come sono stati recepiti dall’ISTAT (Istituto Centrale di Statistica), al fine di fornire risultati comprensibili e confrontabili con altri studi. Non ostante i dettami internazionali siano stati elaborati da esperti del settore, ci sono studiosi che ne mettono in discussione la validità. Questo perché se si analizza un contesto come quello italiano, si hanno seri dubbi che i tassi di disoccupazione riflettano effettivamente la portata del fenomeno; infatti, definizioni generiche adattate a diversi contesti possono non cogliere particolari elementi locali. Queste distorsioni si sono verificate anche nell’analisi approntata in questa tesi di laurea; si è notato come l’uso di definizioni restrittive comporta la registrazione di solo una parte della disoccupazione, al contrario di una definizione più permissiva che potrebbe comportare la rilevazione di casi in realtà non rientranti nella
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Durata della disoccupazione: indagini e modelli

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Fracassini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Michele Lalla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 449

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