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Conferenza di servizi

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6 Inizialmente l’ambito privilegiato di applicazione dell’istituto è quello dei procedimenti di pianificazione territoriale, urbanistica e di realizzazione delle opere pubbliche 4 . Infatti le prime sperimentazioni della conferenza di servizi, risalenti agli anni cinquanta, si registrano nel settore urbanistico, grazie all’iniziativa del Ministero dei lavori pubblici, che concepisce l’istituto come “strumento di collaborazione non organica” 5 per accelerare e snellire lo svolgimento dei complessi procedimenti di formazione ed approvazione dei piani urbanistici. Precisamente, detto Ministero, non appena un Comune intende formare un piano regolatore, tiene una conferenza centrale di servizi, per individuare i problemi fondamentali inerenti al piano 4 Cfr. A.MARGHERINI, (vice prefetto aggiunto) in un suo articolo, La nuova conferenza di servizi,2002,pubblicato sulla rivista internet di Dir. Pubb. www.Diritto&diritti.it, la quale sottolinea che l’utilità della conferenza di sevizi come entità organizzativa, per l’assunzione di decisioni che coinvolgono molteplici interessi pubblici e privati, fu subito colta, inaugurando una considerevole stagione di sperimentazione. 5 Così A.STOPPANI, Forme di collaborazione, p. 328, cit. F.D’ORSOGNA, Conferenza di servizi ed amministrazione della complessità, 2002,p. 64.. L’Autore (STOPPANI) nel rilevare appunto il grado di innovatività dell’istituto, vi individua una forma di collaborazione << non organica >>, fornita di rilevanza giuridica, in quanto diversa da quelle manifestazioni occasionali di collaborazione di mero fatto (come richieste di dati od informazioni), che non si differenziano da quelle tra privati e da quelle di collaborazione organica come i consorzi amministrativi. Nell’accingersi allo studio della conferenza di servizi, nei primi anni della sua affermazione, lo stesso Autore sottolinea che le fonti a disposizione sono poche e di dubbia interpretazione. Nello stesso senso si sono espressi anche altri Autori, in opere meno recenti come F.BENVENUTI, Coordinamento e sviluppo, 1996, p.96 e ss.. Come è immaginabile le stesse origini informali dell’istituto non sono state ignorate da Autori recenti come P.BERTINI, La conferenza di servizi,2000,p.75; P. URBANI, Semplificazione del procedimento e conferenza di servizi nella disciplina delle opere pubbliche, in Riv.Giur.Edil. 1999 II, p. 133, i quali sottolineano come prima della previsione espressa della conferenza di servizi ad opera di leggi di settore e della sua generalizzazione da parte della legge generale sul procedimento amministrativo, si distinguevano “conferenze informali adottate saltuariamente e di fatto, per alcuni procedimenti più complessi, come i piani urbanistici”, ai fini semplificatori ed acceleratori.

Anteprima della Tesi di Ferdinando Romano

Anteprima della tesi: Conferenza di servizi, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ferdinando Romano Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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