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L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dopo le Direttive 2002

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13 legittimazione ricevuta dalla Costituzione con l’.articolo 43. Il modello giuridico-costituzionale era fondato sulla cosiddetta riserva originaria di impresa, vale a dire sulla statuizione che riconosceva, in base alla legge, esclusivamente ad un soggetto qualificato, cioè allo Stato, non solo la facoltà d’esercizio bensì, ancor più a monte, la titolarità stessa del diritto d’impresa in ordine ad una determinata attività produttiva di beni o di servizi. Pertanto, nessun altro soggetto all’interno dell’ordinamento poteva essere titolare di diritti d’impresa poiché il mercato, per espressa volontà di legge, era da considerarsi riservato all’unico operatore pubblico. A base di questo impianto, il convincimento secondo cui le comunicazioni a distanza costituissero ex se un monopolio naturale. I presupposti che hanno sorretto quest’idea derivano da fattori di diversa natura, giuridici ed economici, socio-politici e culturali. In primo luogo, da un punto di vista giuridico, si può osservare come la disciplina, sia stata a lungo influenzata da una concezione di fondo in base alla quale le telecomunicazioni, al pari di tutti gli altri servizi cosiddetti a rete 33 , avrebbero carattere essenziale, sarebbero cioè volte a garantire il godimento di diritti della persona costituzionalmente garantiti, come pure la soddisfazione di esigenze irrinunciabili della collettività 34 . Ora, secondo l’articolo 43 della Costituzione, lo Stato può riservare a sé, per fini di utilità generale, determinate attività d’impresa purché si riferiscano a servizi pubblici essenziali. Si prevede, dunque, la possibilità di riserva dell’attività economica qualora un servizio pubblico fosse giudicato essenziale. 33 F. CARDARELLI - E. PICOZZA, La politica delle telecomunicazioni: profili amministrativi, in Il Diritto dell’informazione e dell’informatica, 1997, n. 1, p. 92. 34 I servizi di telecomunicazione rappresenterebbero, cioè, attività attinenti alla “soddisfazione di naturali ed insopprimibili esigenze di evoluzione e di progresso connesse all’essenziale funzione dello sviluppo dei rapporti del vivere civile”. Così G. DE SANCTIS - F. MOLTENI, Poste e Telecomunicazioni, in Enciclopedia del Diritto, vol. XXXIV, Milano, 1985, p. 570. S. CASSESE, Dalla vecchia alla nuova disciplina dei servizi pubblici, in Rassegna giuridica dell’energia elettrica, 1998, p. 234.

Anteprima della Tesi di Piercarlo Castellano

Anteprima della tesi: L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dopo le Direttive 2002, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Piercarlo Castellano Contatta »

Composta da 205 pagine.

 

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