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I neoconservatori americani: analisi del movimento culturale e delle prospettive politiche

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3 Secondo diversi commentatori i neoconservatori sono stati gli unici ad avere un piano concreto d’azione in una situazione del genere, o quantomeno sono stati quelli con il progetto più convincente. Il loro progetto era da anni pubblico, sui siti internet dei think tank dai quali i neoconservatori hanno fatto sentire la propria voce durante gli anni d’ombra dell’era Clinton, e prevedeva un forte investimento per la difesa unito ad un piano strategico- militare atto a far cadere uno ad uno, sulla scia di un effetto-domino, i regimi considerati più pericolosi per i valori democratici occidentali e per l’America, quali l’Afghanistan dei Talebani, l’Iraq di Saddam Hussein, l’Iran degli ayatollah, la Siria e il Libano dei fondamentalisti islamici e degli Hezbollah, per restare nell’area mediorientale, e sostituire a questi regimi dittatoriali un modello di società libera e democratica, ispirato ai valori occidentali stessi. Il punto d’innovazione più profondo di questo approccio sta proprio nella forte fiducia, si direbbe una vera e propria fede, da parte dei neoconservatori nel modello democratico, e nella possibilità da parte delle società arabe e musulmane di implementare con successo questo modello. Su queste tematiche il dibattito è più che mai aperto, alla luce della situazione irachena e in parte anche di quella afghana. Mentre la campagna afghana, condotta nell’ottobre 2001 all’interno di un ampio consenso internazionale, ha dato luogo a un governo provvisorio, guidato da Hamid Karzai, abbastanza legittimato e che tutto sommato non ha incontrato grandissime difficoltà, nonostante non siano mancati attentati e atti di guerriglia nemmeno a Kabul e dintorni, dove pure continuano ad essere presenti forze militari e di sicurezza, in Iraq la situazione appare ben più disastrata. Un altro dei temi più discussi dell’approccio neoconservatore, e forse anche il più contestato, riguarda il metodo unilateralista che ha caratterizzato l’azione militare in Iraq. Per i neoconservatori l’America può fare da sola, e deve essere in grado di poter fare da sola: da qui il riferimento costante all’aumento della spesa militare. I neoconservatori ritengono che l’America debba essere dotata di un esercito sempre all’avanguardia, efficiente ed efficace, che consenta, in potenza, di essere presenti su più fronti senza alterare la capacità e le potenzialità militari.

Anteprima della Tesi di Cleto Romantini

Anteprima della tesi: I neoconservatori americani: analisi del movimento culturale e delle prospettive politiche, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Cleto Romantini Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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