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Paradisi fiscali e centri finanziari offshore: uso e abuso nei casi Parmalat ed Enron

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13 1) il primo Paese è un paradiso fiscale e come tale, non impone tasse o, al limite, ne prevede solo una nominale su quel reddito, e rappresenta un luogo che può essere usato dai non residenti per sfuggire alle imposte nei propri Paesi di residenza; 2) il primo Paese ottiene entrate significative dalle imposte su redditi individuali o d’impresa, ma il suo sistema fiscale ha degli elementi preferenziali che permettono di sottoporre il reddito considerato ad un basso livello di tassazione o ad una tassazione nulla; 3) il primo Paese ottiene introiti significativi dall’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle società, ma l’aliquota effettiva che è applicabile al suo interno è inferiore a quella applicabile nel secondo Paese. Il Rapporto distingue tra le giurisdizioni che appartengono alla prima categoria, che definisce paradisi fiscali, e le giurisdizioni della seconda categoria, che sono considerate Paesi con regimi fiscali potenzialmente dannosi. 3.1 Regimi fiscali dannosi Molti Paesi, sia membri che non membri dell’Unione Europea, stanno predisponendo i loro regolamenti interni per diventare fiscalmente competitivi a livello internazionale, in modo da attrarre flussi di capitali finanziari all’interno della propria giurisdizione. In molti casi, il loro sistema è disegnato espressamente come un condotto che favorisce il passaggio di flussi di capitali al proprio interno. Le agevolazioni possono essere individuate sia nella legislazione fiscale del Paese che nello svolgimento abituale delle pratiche amministrative. Secondo il Rapporto OCSE “Harmful tax competition an emerging global issue”, i regimi fiscali dannosi sono quelli disegnati appositamente per attrarre quelle attività economiche (generalmente flussi finanziari) che possono essere facilmente spostate in risposta ai differenziali fiscali. L’esistenza di questi regimi, può favorire la riallocazione di attività per le quali ci sono una domanda o un’offerta basse, o nulle, nel mercato interno del Paese ospitante. L’OCSE individua cinque fattori chiave nell’identificazione dei regimi fiscali dannosi, che vengono riassunti nel riquadro 1.
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Paradisi fiscali e centri finanziari offshore: uso e abuso nei casi Parmalat ed Enron

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Serafini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Giuseppe Lusignani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

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