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Paradisi fiscali e centri finanziari offshore: uso e abuso nei casi Parmalat ed Enron

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3 I paradisi fiscali ribadiscono spesso il proprio diritto a compiere, all’interno del proprio territorio, liberamente le proprie scelte di politica fiscale; ma di questi privilegi fiscali, le piccole giurisdizioni non dovrebbero abusare, adottando misure che distinguono deliberatamente tra residenti e non residenti e consentendo a questi ultimi di usare i circuiti offshore per nascondere redditi e profitti. I paradisi fiscali ed i Centri Finanziari offshore (CFO) giustificano anche la loro esistenza sostenendo di svolgere il ruolo di centro di smistamento dei flussi d’investimento verso il mercato internazionale dei capitali. Questa è pura demagogia. Molti CFO videro la luce proprio perché rappresentavano uno strumento estremamente utile per sfuggire ai controlli valutari. Molti dei capitali che circolano attraverso i circuiti offshore, infatti, sono attratti dalla possibilità che questi forniscono di ripulitura del denaro sporco derivante da attività illecite. La segretezza è un prerequisito per l’attività finanziaria offshore e si manifesta o come segreto bancario, garantito per legge, o come risultante della creazione di strutture di possesso opache. La distribuzione di transazioni tra più veicoli offshore, spesso domiciliati in diverse giurisdizioni, garantisce una sorta di “spazio di segretezza” all’interno del quale nascondere la natura delle transazioni. Questo spazio mina la trasparenza del mercato, incoraggiando transazioni illegittime richiedendo un notevole spreco di risorse, sia dal punto di vista della pianificazione fiscale che dal punto di vista della regolamentazione e dell’investigazione. Cambiare le regole del segreto bancario, tuttavia, non è, di per sé, sufficiente ad impedire gli effetti dannosi del riciclaggio di denaro e dell’evasione/elusione fiscale. Negli ultimi trent’anni, i paradisi fiscali ed i CFO hanno permesso l’introduzione di una serie di congegni, tra cui le fondazioni, i trust, le International Business Corporations (IBC), gli Special Purpose Vehicles (SPV) che possono essere incrociati e spostati attraverso più giurisdizioni. Troppo frequentemente queste giurisdizioni sono ricorse a false promesse quando viene richiesta la loro cooperazione in indagini fiscali o giudiziarie. Spesso le autorità dei paradisi fiscali giustificano le loro attività sostenendo che, tentare di imporre più alti standard di regolamentazione in un paradiso fiscale non sortirebbe altro effetto che
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Paradisi fiscali e centri finanziari offshore: uso e abuso nei casi Parmalat ed Enron

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Serafini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Giuseppe Lusignani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

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