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Madama Anastasia. La censura e il cinema

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4 la quale le menti più fervide e brillanti venivano a contatto tra loro, ma nei cui salotti si decidevano anche le sorti della povera gente. Ma la censura sappiamo ha ben altre origini, soprattutto la censura cinematografica, essa nasce dall’essenza stessa del suo oggetto. Il potere del buio Se durante il suo percorso evolutivo la censura ha subito, da una certa prospettiva, una trasformazione sostanziale, sfrondando sistematicamente gli antiquati orpelli di cui si era fregiata nei periodi più bui della nostra storia culturale, dall’altra non ha però abbandonato quelli che ancora oggi, ironicamente, sono i capisaldi di una comunità moralistica e bacchettona, quegli oggetti della censura che fanno ancora paura e che creano imbarazzi insuperabili. Anche se ci troviamo in un momento che definiremmo più caotico e babelico che di vera libertà espressiva, dobbiamo confrontarci con l’eredità di questo passato accettando il fatto che ci è stata concessa solo la liberazione di avamposti senza alcun valore. « L’ordine di non guardare o toccare è vecchio quanto il mondo. La sua determinazione è una prerogativa degli dei, dei re e dei preti » 2 . Gli Dei impedivano agli uomini di guardare il proprio volto, i re di guardare le ingiustizie del potere e i preti di scrutare i propri sentimenti. Nasce così la censura alimentata dall’ignoranza e dalla paura. Non vi è differenza tra il toccare e il guardare, entrambe le azioni presuppongono una inevitabile contaminazione. Già l’uomo primitivo non aveva chiara la differenza tra la realtà e la sua immagine, 2 Amos. Vogel, Il cinema come arte sovversiva, Studio forma, Torino 1980, p. 109

Anteprima della Tesi di Luca Lupo

Anteprima della tesi: Madama Anastasia. La censura e il cinema, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Lupo Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.