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La Pi.Ru.Bi. tra sostenibilità ambientale ed azione demarginalizzante. Un approccio geo-economico.

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19 Sulla base di queste considerazioni, è possibile affermare come il nuovo concetto di sviluppo non si possa limitare alla mera creazione di ricchezza ma, più profondamente, si debba rivolgere a sottolineare l’esigenza della conservazione delle risorse nel tempo e di un’equa distribuzione di costi e benefici nella dimensione spazio – temporale. Sono chiamate in causa tutte le attività umane, in quanto la sostenibilità non è soltanto ambientale ma anche sociale ed economica: la loro riorganizzazione, al fine di renderle sinergiche tra di loro, richiede necessariamente una modifica sostanziale degli stili di vita e dei processi produttivi, volta all’eliminazione delle cause del danno ambientale e alla valorizzazione di comportamenti simbiotici e coevolutivi . 1.3. Le dinamiche ambiente – economia – società Il concetto di sostenibilità implica che per la sua realizzazione si pervenga ad una gestione dinamica ed interrelata delle tre aree che più nettamente contraddistinguono l’attività ed i rapporti umani. Vanno considerati contemporaneamente più aspetti su una stessa dimensione, ognuno interdipendente ed influente sugli altri. Il risultato economico della produzione, la creazione di benessere e ricchezza e quindi lo sviluppo in termini di crescita, non può prescindere dal conseguimento della sostenibilità ambientale; questo significa che le attività produttive, che hanno degli effetti impattanti sull’ecosistema circostante, sono peraltro condizionate dai livelli di qualità dell’ambiente. Per spiegare meglio questi rapporti è utile tornare al concetto di produzione, che per esplicarsi necessita dell’impiego dei seguenti fattori: il capitale, la forza – lavoro e le materie prime. Ognuna di queste variabili è egualmente necessaria per realizzare l’output finale: il capitale finanziario per realizzare gli investimenti; quello di origine antropica da impiegare nei cicli produttivi; le abilità, le conoscenze e l’apporto manuale dei lavoratori per realizzare concretamente ed in tutte le sue caratteristiche il bene o servizio offerto; le risorse naturali (energia e materie prime), che entrano direttamente nella lavorazione e ne escono modificate o incorporate nel risultato finale. Secondo Rao, la definizione data dal Rapporto Bruntland ha bisogno di essere osservata anche da questi punti di vista, per essere approfondita con maggiore precisione. “Dato che il ruolo del capitale resta molto importante nel processo di sviluppo, è utile esaminare i costituenti delle diverse forme di capitale, il loro stock e i loro flussi. È possibile operare una disaggregazione delle risorse in termini delle svariate componenti di capitale rilevanti per lo sviluppo. Generalmente, si possono classificare quattro tipi di capitale: Il presente paragrafo ha preso spunto ed è stato parzialmente tratto dall’articolo Sviluppo Sostenibile, visibile sul sito INTERNET http://www.srseuropa.it/mat_for/docs/A37B.htm (consultato in data 18.01.2001).

Anteprima della Tesi di Floriana Marin

Anteprima della tesi: La Pi.Ru.Bi. tra sostenibilità ambientale ed azione demarginalizzante. Un approccio geo-economico., Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Floriana Marin Contatta »

Composta da 297 pagine.

 

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