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La Pi.Ru.Bi. tra sostenibilità ambientale ed azione demarginalizzante. Un approccio geo-economico.

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20 - artificiale, basato sulla manifattura o attività economiche collegate; - naturale, consistente in risorse rinnovabili e non rinnovabili, compresa l’atmosfera, le fonti e le sorgenti del pianeta e molte altre risorse ecologiche; - umano, dato dalla conoscenza, know – how tecnico, salute; - sociale: culture, istituzioni, loro efficacia e qualità, comportamenti cooperativi, fiducia, norme sociali e partecipazione ai processi decisionali. (…) La valutazione complessiva di questi aspetti può costituire un esordio nell’interpretazione della sostenibilità” . Ragionando in questa prospettiva, è chiaro che il danno ambientale è anche danno economico: l’inquinamento a monte di un corso d’acqua (ad esempio per opera di una fabbrica che vi scarica i suoi reflui) può avere ripercussioni negative, a valle, sulle attività che per qualche ragione fanno uso, diretto o indiretto, della stessa acqua (ad esempio la pesca o l’agricoltura). Questa condizione implica che la tutela delle risorse naturali vada intesa come necessità e non come buon proposito da parte degli attori sociali ed economici. Al proposito, si può affermare che “lo sviluppo economico in un’area specifica (regione, stato, mondo) è sostenibile se lo stock complessivo di risorse – capitale umano, capitale fisico rinnovabile, risorse esauribili – non decresce nel tempo” . Lo stock non decresce e, quindi, non si deteriora nel tempo. La realizzazione degli obiettivi di sostenibilità ambientale dipende fortemente dalla messa in pratica di alcune norme comportamentali, volte ad economizzare lo sperpero di risorse, a proteggere le situazioni più a rischio, a diffondere una marcata sensibilizzazione nell’ottica della prevenzione dei danni. Sempre Rao evidenzia un principio importante per l’approccio economico allo sviluppo sostenibile: “il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile a livello di stato – o globale – richiede che le società, cercando di pervenire agli obiettivi di sviluppo, si sforzino anche di mantenere uno stock costante di risorse ambientali per l’uso delle generazioni future e di evitare un danno irreversibile ad ogni singola risorsa” . Più vicina agli orientamenti del Rapporto Bruntland è la posizione di Gilbert e Braat, secondo cui “lo sviluppo sostenibile può essere descritto come un sentiero di trasformazione sociale e strutturale che ottimizza i benefici economici e sociali disponibili nel presente senza mettere a rischio il possibile potenziale di tali benefici nel futuro” . RAO P. K., 2000, Sustainable Development. Economics and Policy, Blackwell Publishers, Malden (USA), p. 87. BOIÖ J. – GÖRAN MÄLER K. – UNEMO L., 1992, Environment and Development. An economic approach, Kluwer Academic Publishers, Dordrecht (Netherland), p. 14. RAO P. K., 2000, Sustainable Development…cit., p. 89. GILBERT A.J. – BRAAT I. C., 1991, Modeling for population and Sustainable Development, Routledge Publication, London (UK), p. 261.

Anteprima della Tesi di Floriana Marin

Anteprima della tesi: La Pi.Ru.Bi. tra sostenibilità ambientale ed azione demarginalizzante. Un approccio geo-economico., Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Floriana Marin Contatta »

Composta da 297 pagine.

 

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