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Distretti produttivi, prerequisiti ambientali e apprendimento. Un'analisi del polo di Barletta

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Capitolo 2 - I distretti in Italia 15 Questa suddivisione è facilitata non solo dalla mentalità più aperta degli imprenditori, ma anche dalle spinte istituzionali che il più delle volte facilitano determinate aree più di altre. Infatti, con la legge Bersani (Legge, 7/8/1997 n. 266), è data ampia autonomia alle Regioni di poter individuare i sistemi produttivi locali e i nuovi distretti. Fra l’altro tale legge attribuisce il “marchio D.O.C.” di distretto, che dà la possibilità ad ogni regione di individuare i propri distretti per ottenere i finanziamenti previsti. Nessun esperto sa dire con precisione come nasca un distretto. Il più delle volte sorge grazie alla presenza già consolidata di botteghe, o di poche imprese, che man mano crescono; altre volte è legato alla presenza di materie prime sul territorio, come il sughero in Sardegna; in altre realtà più innovative e moderne, come quella della microelettronica, tutto è dovuto alla presenza di una grande azienda e di un’area universitaria di eccellenza, che contribuisce a creare un sistema produttivo intorno a un insieme di piccole e medie imprese subfornitrici. Anche nel Mezzogiorno d’Italia vi sono queste realtà, ma come afferma l’economista pugliese Gianfranco Viesti, c’è bisogno di “una cassetta per gli attrezzi, completa, da usare con molta flessibilità,” o come molti ritengono c’è bisogno “di un terreno di coltura” dove coltivare il germe dello sviluppo (http://www.europass.class.it/). Secondo la definizione classica, perché sorga un distretto occorre un sistema produttivo locale omogeneo, caratterizzato da un’elevata concentrazione di imprese e da un alto grado di specializzazione produttiva. Inoltre, come il Viesti ha dichiarato, in un convegno tenutosi a Barletta sullo scenario dell’industria manifatturiera locale, nel sud vi è poca conoscenza e quindi informazione di questa realtà (Viesti, 2001, p. 41).

Anteprima della Tesi di Maria Bracco

Anteprima della tesi: Distretti produttivi, prerequisiti ambientali e apprendimento. Un'analisi del polo di Barletta, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Maria Bracco Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.