Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Scrivere fiabe insieme. Un'esperienza di tutoring tra bambini italiani e stranieri

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Capitolo 1 Quadro teorico di riferimento 10 Capitolo 1 1. Quadro teorico di riferimento 1.1 Il tutoring come esperienza di aiuto e condivisione L’assistenza, l’aiuto e la condivisione sono considerate come categorie di comportamento prosociale. Rappresentano condotte prosociali attive, ovvero sono comportamenti finalizzati a beneficiare un’altra persona. Con riferimento a tali osservazioni si può intendere per “comportamento prosociale” un’azione tesa a favorire una o più persone (Mussen e Eisenbeg-Berg, 1985; Salfi e Barbara, 1990-1991; Staub, 1978; Roche, 1997). Una definizione che potrebbe essere assunta come indicazione per strutturare un intervento è la seguente “ …quel comportamento che, senza la ricerca di ricompense esterne, favorisce altre persone, gruppi o fini sociali ed aumenta una probabilità di generare una reciprocità positiva di qualità e solidale nelle relazioni interpersonali o sociali conseguenti, salvaguardando l'identità, la creatività e l'iniziativa dei gruppi implicati.” (Roche, 1991). L’analisi dell’agire prosociale comporta, secondo Batson (1998), l’applicazione di una duplice strategia di ricerca: la prima è diretta alla conoscenza del grado con cui sono correlati i fattori di personalità e quelli situazionali con i comportamenti prosociali; la seconda è orientata all’individuazione dei fattori sottostanti l’agire prosociale. All’interno della seconda strategia si possono distinguere due filoni di analisi. Nel primo settore di indagine si collocano gli autori che hanno cercato di individuare le motivazioni, che hanno focalizzato la loro attenzione sulle emozioni e che hanno indirizzato le indagini sugli antecedenti cognitivi associati all’attuazione di un comportamento prosociale. 1. In particolare nella teoria dello sviluppo cognitivo i bambini, non vengono visti come passivi, guidati da impulsi istintivi, ma capaci di agire sull'ambiente, spesso in modo creativo, così come l'ambiente agisce su di loro. Tale teoria rileva l'importanza dello sviluppo delle teorie cognitive viste non come statiche, ma volte a cogliere il significato di quello che accade nella vita di tutti i giorni. 1 Una delle motivazioni che spinge all'altruismo è quella predisposizione interna denominata empatia. Secondo Hoffman (1982) essa è “una risposta affettiva vicaria più appropriata di un'altra alla situazione dell'altro”. Per la Eisenberg (in P. Di Blasio, E. Camisasca, 1995), invece, la definizione di tale costrutto è la percezione del bisogno dell'altro “implicante comprensione e simpatia”. Naturalmente, durante lo sviluppo, l'empatia non rimane la semplice percezione dei sentimenti dell'altro, ma si arricchisce cognitivamente attraverso l'identificazione e la piena comprensione da parte del soggetto empatico dello stato affettivo dell'altro; infatti, la capacità dell'assunzione del punto di vista e dell'assunzione di ruolo dell'altro sono fondamentali non solo per comprendere i sentimenti altrui, ma anche per il radicarsi nella personalità dei significati morali delle condotte prosociali.

Anteprima della Tesi di Gabriella Villa

Anteprima della tesi: Scrivere fiabe insieme. Un'esperienza di tutoring tra bambini italiani e stranieri, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Gabriella Villa Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6457 click dal 08/09/2004.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.