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Heidegger e l'abitare poetico

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12 Questa loro semplicità noi la chiamiamo il Geviert, la Quadratura.» 4 I mortali «sono» nel Geviert in quanto «abitano». Ma il tratto fondamentale dell’abitare è il salvaguardare nella cura: «I mortali abitano nella maniera della salvaguardia del Geviert nella sua essenza.» 5 I mortali abitano in quanto «sal- vano» (retten) la terra. Salvare, dice Heidegger, non significa, semplicemente, «strappare da un pericolo», bensì, autenticamente: lasciar libero qualcosa nella sua essenza. Salvare la terra è più che sfruttarla (ausnützen) o, magari, stancar- la (abmühen). Il salvare la terra non padroneggia la terra e non l’assoggetta. I mortali abitano in quanto «accolgono» (empfangen) il cielo. Essi lasciano al sole e alla luna il loro corso, alle stelle i loro movimenti, alle stagioni dell’anno la loro benedizione e le loro ingiurie; essi non fanno della notte il giorno, e del giorno un agitarsi continuo. I mortali abitano in quanto «sperano» (erwarten) nei divini come divini. Sperando, essi tendono loro, affidandoglie- lo, l’insperato. Essi attendono i cenni del loro avvento e non misconoscono i segni della loro assenza. Non si fabbricano i loro dèi e non praticano il culto degli idoli. Nella disgrazia («im Unheil»), essi attendono ancora («noch war- 4 Vorträge und Aufsätze, trad. cit., p. 99. Sui motivi che hanno indotto Vattimo a tradurre Geviert con «Quadratura», cfr., ivi, la sua nota . A. Caracciolo e M. Caracciolo Perotti in M. Heidegger, In cammino verso il Linguaggio, Mursia, Milano 1973, hanno tradotto, dopo molte perplessità, con «Quadra- to». Noi lasciamo Geviert non tradotto, pur facendo «suonare», qua e là, la semplicità di «Quadrato». Geviert è usato da Heidegger con l’accentuazione del prefisso collettivo «Ge-» (come spesso altrove). «Ge-» raccoglie presso di sé i Quattro, costituendo la loro essenza e dandole riparo. Scrive J. J. Ko- ckelmans in Some Reflections on Heidegger’s Conception of Earth: «Nella concezione del mondo in termini del Quadrato di cielo e terra, divini e morta- li, Heidegger cercava di recuperare il pensiero antico. Fino a che l’uomo ha vissuto in una concezione mitica del mondo, egli ha sperimentato il mondo come uno sposalizio di cielo e terra e ha esperito se stesso come il mortale sul quale gli dèi potevano accampare legittime pretese.» Cfr. Martin Heideg- ger, a cura di L. Penzo, Humanitas, Morcelliana, 4, Brescia 1978, p. 447. Kockelmans fa anche notare che questi stessi Quattro li troviamo nel Gorgia di Platone (507-508) a costituire il kósmos. 5 Vorträge und Aufsätze, cit, p. 144.

Anteprima della Tesi di Gennaro Senatore

Anteprima della tesi: Heidegger e l'abitare poetico, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gennaro Senatore Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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