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Luoghi di transito come luoghi di permanenza - Comunicazione innovativa negli spazi del trasporto: un progetto per Tokyo

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17 stesso funzionalismo e le teorie sociali di Talcott Parsons – facendo crollare innumerevoli altri muri granitici. In particolare, la crisi epistemologica si riversa sulle Istituzioni, incrinando lo status sociale dello Stato e mettendo anche in discussione lo stesso funzionamento del contratto sociale, il quale infatti ne esce ridimensionato in una serie di contratti limitati nel tempo e nello spazio. E’ di fatto la fine dell’epoca della sicurezza ma anche l’acquisizione di nuovi strumenti critici di pensiero. 7 Di fronte ad una definizione tanto estesa del concetto di postmoderno, per quanto riguarda una discussione sulla spazialità urbana, Amendola isola una serie di punti che permettono di rendere sufficientemente chiaro che cosa è postmoderno, riducendo la complessità della definizione. Ricollegandosi a sua volta ad un modello esplicativo già in parte presentato da Hassan [HASSAN IHAB], Amendola lo integra, asserendo che il postmoderno è: - indeterminatezza, ambiguità, fratture; - frammentazione, differenza, patchwork e bricolage; - decanonizzazione, niente codici e metalinguaggi; - crisi del sé e mancanza di profondità; - edonismo e ricerca della bellezza (al posto dell’utilità emerge il piacere); - ironia, ibridazione, parodia, travestimento, pastiche; 7 E’ interessante però aggiungere, a latere, di un grave problema nell’articolazione discorsivo della “Condizione postmoderna” di Lyotard, così come si evince dai più recenti studi sul testo; in particolare, appare paradossale – osserva Ben Dorfman (ricercatore presso l’Università di Aalborg, nel paper “Postmodernism, Knowledge And J-F Lyotard”) [DORFMAN BEN] – che mentre Lyotard contribuisce con il suo testo a sentenziare la fine delle grandi ideologie della modernità, arrivi a riproporne immediatamente un’altra: nella parte conclusiva, infatti, Lyotard assegna una grande fiducia nelle capacità della nuova frontiera dell’informazione e dell’elettronica, di permettere una distribuzione del sapere su base più egualitaria. Si tratta, a ben vedere, di una nuova grande narrazione, un mito del progresso tecnologico che evidentemente quando Lyotard scrisse la Condizione, nel 1979, ancora permaneva radicato a livello sociale. Questo stesso concetto, tra l’altro, non è morto ma lo si ritrova approfondito e altrettanto ingenuamente espresso - per la sua fede utopica nella tecnologia dell’informazione - nei testi recentissimi e molto diffusi del francese Pierre Levy. Il discorso sociale e filosofico che hanno accompagnato la diffusione delle nuove tecnologie negli ultimi decenni è del resto spesso caduto nella tentazione semplicistica di additare il nuovo come “la soluzione” definitiva, dimenticando che un’assunzione di tale portata è sempre rivoluzionaria. Altri esempi di tale approccio si trovano nei testi di Howard Rheingold, noto divulgatore dell’innovazione, che esalta le virtù prodigiose degli HMD (Head Mounted Display) e della Realtà Virtuale come fossero la panacea per tutti i mali dell’uomo.

Anteprima della Tesi di Marcello Rinaldi

Anteprima della tesi: Luoghi di transito come luoghi di permanenza - Comunicazione innovativa negli spazi del trasporto: un progetto per Tokyo, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Marcello Rinaldi Contatta »

Composta da 515 pagine.

 

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