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Luoghi di transito come luoghi di permanenza - Comunicazione innovativa negli spazi del trasporto: un progetto per Tokyo

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19 del 1982 – rende conto della chiarezza fra realtà e immaginario che il moderno conserva come necessaria base della propria razionalità, mentre il postmoderno pende a favore di un gioco fra una rappresentazione che si priva della referenzialità esterna. Figura 3 – Il robot di Metropolis e il droide Rachel di Blade Runner. In realtà, anche in Metropolis il robot assume sembianze umane, quando si sostituisce alla co-protagonista Maria, ma il processo di trasformazione è spiegato, è evidente. Il mondo inscenato da Scott, invece, prescinde da questo passaggio: all’occhio dello spettatore – e degli abitanti del mondo rappresentato – l’umano non è più percepibile rispetto alla macchina. (fonte: screen captures dei due film) Se la cultura moderna è intrisa di un immaginario che imita il reale, con il postmoderno si ribalta dapprima questo concetto: è il reale che imita l’immaginario. Quindi, da lì il passo è breve perché i due piani si confondano e non resti più certezza su una “verità” di riferimento sicura.

Anteprima della Tesi di Marcello Rinaldi

Anteprima della tesi: Luoghi di transito come luoghi di permanenza - Comunicazione innovativa negli spazi del trasporto: un progetto per Tokyo, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Marcello Rinaldi Contatta »

Composta da 515 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.