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Un artista ferrarese a Trieste: Giovanni Pagliarini

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12 Al termine del percorso accademico, infatti, l’artista si rivolse nuovamente al Gonfaloniere Avogli con una lettera datata 24 settembre 1833 54 alla quale allegava «la Medaglia col relativo Diploma dell’ottenuto premio dell’Imp. R. Accademia di Venezia, nonché d’una Lettera del Sig. Proffessore di pittura presso detta Accademia Odorico Politi». Pagliarini si augurava che il magistrato informasse i Consiglieri Comunali di tali attestazioni della sua capacità in modo da convincerli a “girare” a suo favore la sovvenzione del concittadino Ferrari, studente di scultura a Roma giunto ormai al termine della propria formazione. La richiesta venne accolta e permise all’artista, grazie anche «alle raccomandazioni di un prete e di un paio di nobildonne» 55 di accedere all’Accademia di Belle Arti di Firenze diretta da Pietro Benvenuti. 56 Nella città toscana, dove già si trovava per motivi di studio il ferrarese Girolamo Domenichini, Pagliarini si fermò per un anno al termine del quale (nell’ottobre 1834) espose un dipinto raffigurante una Donna con un libro in mano, sicuramente uno dei suoi primi ritratti (purtroppo non più rintracciato). 57 Il soggiorno fiorentino ebbe forse la forma di un pensionato annuale vinto a seguito di un concorso indetto dall’Accademia di Venezia, dato che nei documenti successivi l’artista viene comunque citato come studente dell’istituzione lagunare. Figura dominante del capoluogo toscano, Pietro Benvenuti aveva compiuto la propria formazione a Roma, dove aveva avuto modo di entrare in contatto con i maggiori pittori del momento. Nonostante l’interesse sempre nutrito per il Seicento emiliano l’artista divenne uno dei principali esponenti del neoclassicismo italiano: nel 1809 il suo studio venne visitato da Francesco Hayez e Odorico Politi che, nonostante l’iniziale soggezione, rimasero meravigliati dalla parsimonia di colore e dalla mancanza di naturalezza rivelate dal pittore. 58 Come ebbero modo di notare i due studenti, 54 ASCFe, Popolazione sec. XIX, b. 151 n. 2418, documento rinvenuto sulla base di SCARDINO 1995, p. 120. 55 SCARDINO 2003, p. 37. 56 BASSIGNANA 1990, pp. 687 – 688; SPALLETTI 1990, pp. 292 – 296. 57 SCARDINO 2003, pp. 37 – 38. Notizie sulla frequenza dell’Accademia del Benvenuti si trovano nell’archivio storico dell’Accademia di Belle Arti di Firenze sul cui spoglio cfr. ibidem, p. 46, nota 20. 58 «Visitammo pure lo studio del cav. Pietro Benvenuti, che tanto era decantato come esimio pittore, il che mi dava una certa soggezione. Egli ci accolse con cortesia, udendo essere noi venuti a visitarlo a nome del conte Cicognara: egli stava con la tavolozza in mano, dipingendo una gran tela, rappresentante la Morte di Priamo; smontò dall’alto sedile sul quale stava lavorando e, … Politti ed io ci mettemmo ad osservare la gran tela, meravigliando di vederla tutta preparata a chiaro oscuro, e poche teste solamente colorite: avvezzi com’ eravamo al colore della scuola veneta, trovavamo ben strano quel modo di dipingere. … Egli seguiva lo stile della scuola di David (il rigeneratore della pittura in Francia): il suo colore piuttosto opaco e pesante non ci soddisfaceva, pur sempre trovando che era d’uopo di molto ingegno per arrivare a tanto.» HAYEZ, Le mie memorie, 1890 in BAROCCHI 1998, pp. 229 – 230. Analoghe perplessità sul modo di operare dell’artista vennero espresse da Pietro Selvatico: «Altri nemici del purismo veniano innanzi colla lancia in resta contro i seguaci suoi, imputando loro d’aver in odio gli artificii dell’ombreggiare, e tutto ciò che si comprende sotto nome di massa e di chiaroscuro. Ed era vero, se per massa doveano intendersi quelle larghe macchie di chiaro e di ombre con cui e il Benvenuti e il Camuccini, e tant’altri minori, preparavano nei dipinti loro il partito luminoso ed oscuro, senza curarsi di

Anteprima della Tesi di Eliana Mogorovich

Anteprima della tesi: Un artista ferrarese a Trieste: Giovanni Pagliarini, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Eliana Mogorovich Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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