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Il ''no'' del Regno Unito all'euro

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Regno Unito ed Europa: storia di una relazione controversa 13 della sovranità sembrano essere eccessive in quanto, sebbene la Comunità presenti importanti elementi federali, conserva ancora una natura intergovernativa grazie alla presenza di un organo rappresentativo dei governi dei singoli paesi membri. 24 In sostanza, le preoccupazioni sulla natura federale della Comunità sollevate dal governo inglese non sembrano poggiare su critiche concrete. Ciò che realmente spinge ad opporsi al progetto riguarda esclusivamente l’implicazione economica che il futuro organismo avrebbe sul settore carbo- siderurgico, punto di forza dell’economia inglese. 25 Partecipare alla Comunità significa infatti cedere il controllo delle industrie, peraltro da poco nazionalizzate, a favore di un organismo con forti caratteristiche sopranazionali avente il compito di programmare, gestire e regolare le produzioni del carbone e dell’acciaio dei paesi membri della Comunità. Nonostante il Piano Schuman rappresenti un’importante novità giuridica e sottintenda la rinascita tedesca in un sistema europeo capace di fornire garanzie di sicurezza, ottenendo peraltro anche l’approvazione degli Stati Uniti, la Gran Bretagna decide di non aderirvi. 26 competenze o violato le regole giuridiche stabilite dal Trattato. Tale prerogativa collocava di fatto la Corte in una posizione predominante nella gerarchia della Comunità, facendone l’organo più importante persino superiore alla stessa Alta Autorità. 24 Il Consiglio dei Ministri infatti era l’organo di collegamento tra l’Alta Autorità, organo sopranazionale, e i singoli governi. La sua presenza era stata esplicitamente richiesta dal governo belga timoroso dell’eccessivo potere sopranazionale attribuito alla Comunità. In tal senso, i suoi compiti riguardavano la salvaguardia della sovranità nazionale dei singoli paesi fino alla prevalenza della sua attività decisionale su quella dell’Alta Autorità quando quest’ultima adottava provvedimenti che potevano pregiudicare l’economia generale degli stati partecipanti e per le quali questi potevano invocare il cosiddetto «interesse nazionale». 25 La Gran Bretagna deteneva da sola la metà della produzione del carbone e un terzo di quella dell’acciaio dei sei paesi messi insieme. ELLWOOD D.W., op. cit., pag. 440. 26 Il Trattato istitutivo della CECA - Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio – fu sottoscritto dai sei paesi il 18 aprile 1951, a Parigi. Alla rinuncia della Gran Bretagna, l’allora Segretario di Stato americano, Dean Achenson, commentò: «la proposta Schuman ha valore di prova e il governo inglese non l’ha superata…si tratta del più grande errore del periodo postbellico». Op. ult. cit. Si veda anche, WOODARD S., Britain in Europe. History of a relationship, in Britain in Europe, The London School of Economics and Political Science, Fraser Maurice Editor, 1998, pag. 12.
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Il ''no'' del Regno Unito all'euro

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Informazioni tesi

  Autore: Donato D'urso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Lucio Valerio Spagnolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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