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Le servitù atipiche

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2 agricoltura e dello sviluppo edilizio, che cominciò a delinearsi la differenza tra le “servitù personali”, quali l’usufrutto, l’uso o l’abitazione, dove manca il rapporto tra due fondi, e le “servitù prediali” dove invece è presente solo il suddetto rapporto. Però, pur subendo un notevole ampliamento, le servitù riconosciute rimasero sempre fissate in schemi tipici, corrispondenti alle utilità e necessità per le quali si riteneva giusto il sacrificio della libertà naturale dei fondi; questa regola trovava la sua giustificazione nella tendenza romana ad ammettere solo in via eccezionale la restrizione degli ampi poteri del proprietario. 1 Tuttavia, fu proprio attraverso l’elaborazione dei singoli tipi di servitù, che la giurisprudenza romana giunse a delineare i caratteri comuni dell’istituto e l’idea di servitus quale categoria di carattere generale. Proprio basandosi su tali progressi, il diritto giustinianeo potè pervenire all’opposta concezione dell’atipicità delle servitù, riconoscendo cioè che le parti fossero libere di determinare il contenuto specifico di tale diritto reale. 1 A.Burdese, in Noviss. Dig. It., XVII. Torino, 1970, p.119 e seg..

Anteprima della Tesi di Daniele Grunieri

Anteprima della tesi: Le servitù atipiche, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Daniele Grunieri Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.