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I procedimenti e gli istituti finalizzati allo sviluppo economico: i patti territoriali e i PIT

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5 Questo modello troverà il massimo del suo apice con il tentativo di Programmazione generale messo in opera dal Piano Pieraccini del 1967. Ma il tentativo di una programmazione statale centrale ed autoritativa fallisce per l’avvio del Mercato unico europeo, per l’avvio delle istituzioni regionali, ma soprattutto per il consolidarsi delle istituzioni del libero mercato nel nostro Paese, che non danno più spazio ad ipotesi di programmazione unilaterale ed autoritativa, perché lo Stato non riesce più ad avere non solo le capacità decisionali, ma neanche più la informazioni per decidere in modo significativo. Ed,infatti, l’attivazione dell’istituzione Regione nel 1970, a cui si trasferiscono tutte le funzioni amministrative nelle materie ex art. 117 Cost., che prevedono ambiti di intervento (turismo, opere pubbliche di interesse regionale, artigianato, ecc.) che si sovrappongono a quelli affidati alla Cassa per il Mezzogiorno; le pressioni sempre più forti degli interessi corporativi a concertare lo sviluppo economico per orientarne secondo gli interessi produttivi gli sviluppi, mettono in crisi il modello di sviluppo centralista. S’iniziano a reclamare poteri e spazi di manovra più incisivi in materia di sviluppo economico da parte dell’ente regionale e dei ceti produttivi che entrano inevitabilmente in conflitto con quelli statali. Inoltre, la scelta di strutture amministrative straordinarie e centralizzate, come nel caso della Cassa, e di massicci trasferimenti di capitali pubblici sottoforma di incentivi, o anche di imprese

Anteprima della Tesi di Mario Aspromonte

Anteprima della tesi: I procedimenti e gli istituti finalizzati allo sviluppo economico: i patti territoriali e i PIT, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mario Aspromonte Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.