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I Patti parasociali nel diritto positivo vigente

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4 La molteplicità dei casi, di cui si sarebbe dovuto tener conto, ha spinto i redattori del codice a non dettar legge sull’istituto in argomento, ma ha lasciato che il giudizio sulla sua liceità si potesse esprimere caso per caso. Perciò, un giudizio che “spetta più al giudice che al legislatore” 4 , proprio perché dipende dall’esame delle singole situazioni. La Relazione al Re sul codice civile evidenzia la voglia di sfuggire da una certa presa di posizioni in tema, evidenziando l’imbarazzo di chi si trova in mezzo a due fuochi: la tradizionale ed un tempo dominante convinzione contraria ai patti parasociali, da un lato e dall’altro, l’aspettativa che il sistema giuridico-economico e le opinioni si sarebbero sviluppate verso un inverso atteggiamento d’apertura e di approvazione per tali patti 5 . Tuttavia, dopo un lungo periodo di silenzio, è stato necessario porre in discussione le conclusioni a cui sembravano essere giunte dottrina e giurisprudenza, e ciò a causa del rinnovato interesse del legislatore per l’argomento 6 . 4 Così recita la Relazione al Re sul codice civile, n. 972. Il Ministro Guardasigilli, prosegue affermando: “Poiché il nuovo codice vieta al socio di esercitare il diritto di voto nelle deliberazioni in cui egli ha un interesse in conflitto con quello della società…il giudice può trovare già in questa norma una direttiva sull’apprezzamento della liceità dei sindacati che vincolano il diritto di voto. Perché le intese cui non si deve indulgere sono specialmente quelle dirette a turbare il processo di formazione della volontà sociale, determinandola… in senso contrario a quella che sarebbe stata la presumibile risultanza del libero esercizio del diritto di voto”. 5 Rescio G.A., I sindacati di voto, in Colombo G.E. – Portale G.B. (diretto da), Trattato delle società per azioni, UTET, Torino, 1994, Vol. III, p. 516. 6 Interesse dovuto al ciclo di crisi che investì l’impresa italiana negli anni settanta e che portò gli operatori a rivolgere la loro attenzione al mercato mobiliare. Questa apertura al mondo finanziario, portò da un lato all’aumento degli investimenti, e dall’altro spinse coloro che fino ad allora avevano controllato le società, a stipulare patti parasociali, per la maggior parte delle volte occulti, per mantenerne il dominio. Con il decollo della Borsa Valori degli anni ’80, aumenta fortemente la raccolta di capitale azionario e di conseguenza avviene una riduzione del rapporto tra capitale investito e capitale controllato. In tale contesto anche in società medie e grandi s’inizia a far ricorso a patti parasociali per garantirsi la permanenza della situazione di controllo.

Anteprima della Tesi di Federico Federici

Anteprima della tesi: I Patti parasociali nel diritto positivo vigente, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Federico Federici Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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