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La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo.

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Introduzione - 8 - effettiva considerazione da parte dei governanti che scelgono di non "cedere alla piazza", cercando di mantenere il processo decisionale il più possibile al di fuori della sfera pubblica, e quindi di negoziare le decisioni politiche "dietro le quinte". Delegando l’esercizio del potere, i cittadini hanno perso il controllo sulle decisioni politiche, ovvero la possibilità di sollevare problemi, proporre soluzioni alternative, intervenire sull’agenda del governo, «devono limitarsi ad attendere le elezioni successive per giudicare se [il leader eletto] ha governato bene o male» [perché] ogni altro atteggiamento altererebbe la logica maggioritaria» (Rodotà, 2002). Dato che ciò «può trasformarsi, e sovente si trasforma, in alienazione del potere decisionale, comportando l'annullamento di fatto dei controlli democratici», e vi è il rischio che «i bisogni concreti» siano «manipolati dalle interpretazioni di mediatori avulsi dalle contingenze della vita quotidiana», «sembra imporsi la necessità di superare la democrazia rappresentativa per realizzare una democrazia diretta» (Bobbio, 1981; Dahl, 1987). Per questo motivo, di fronte ad una «"democrazia senza popolo"», determinata non solo da una crescente astensione elettorale, ma anche dalla presenza di «assemblee elettive [che] si svuotano di senso e di potere; diventano luoghi di registrazione meccanica della volontà di maggioranze "blindate"», e ad un trasferimento della politica «nel sistema dei media», molti cittadini, spinti dal «bisogno di vivere collettivamente la politica», sono tornati ad occupare le piazze per far sentire la loro voce 5 . Appare quindi necessario rispondere a questo «bisogno di autorappresentazione» derivante alla scarsa fiducia dell’opinione pubblica per i politici, offrendo ai cittadini una partecipazione che vada oltre la scelta elettorale o la consultazione attraverso referendum elettronici che riguardano proposte elaborate senza la loro presenza. In tutto ciò, le tecnologie, spesso già sperimentate a livello locale, avranno un ruolo determinante nel consentire alla cittadinanza di intervenire effettivamente nelle diverse fasi del processo decisionale. Da quanto detto, si evince che democrazia e pianificazione partecipata sono strettamente interconnesse. Non è quindi possibile approfondire il tema della partecipazione nell’ambito della pianificazione urbanistica, senza prima aver presentato almeno una rapida rassegna dei modelli di democrazia presenti nella letteratura (ponendo particolare attenzione alla legittimazione del potere, la formulazione delle decisioni, la regolamentazione della partecipazione di base). 5 Rodotà S., (2002), "Democrazia senza popolo", in La Repubblica, 8 aprile 2002

Anteprima della Tesi di Cinzia Rinzafri

Anteprima della tesi: La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo., Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Cinzia Rinzafri Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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