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La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo.

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Capitolo 1 – LA DEMOCRAZIA - 11 - Il luogo principe della democrazia ateniese era dunque l’assemblea (ecclesia), nella quale, oltre a discutere e decidere con uguale potere di voto le questioni più importanti, i cittadini divisi in demes (distretti locali) "eleggevano" dei candidati, precedentemente sorteggiati, a rappresentarli nel Consiglio dei 500 (commissione esecutiva e organizzativa dell’assemblea), nei Tribunali (in particolare nelle giurie popolari), nel Consiglio dei 10, e nella Commissione dei 50 (incaricata di fare proposte al consiglio). Le cariche, affidate in seguito ad un ulteriore sorteggio, erano di breve durata (nel caso del Presidente della Commissione un giorno), e spesso potevano essere esercitate una volta sola nella vita. L’impegno richiesto da queste attività era tale, da rendere necessario il pagamento di uno 'stipendio', che li ricompensasse di eventuali danni subiti durante l’adempimento del loro dovere civico 10 . Va però segnalato che i cittadini della polis avevano anche la possibilità di affidarsi, «per un parere più oculato e per le decisioni più accorte», al buon senso di persone ritenute più esperte o sagge, limitando, di fatto, la loro partecipazione «alle votazioni e alle manifestazioni di approvazione o di sdegno per le osservazioni di qualche oratore» 11 . Ora resta da chiarire come abbia fatto Atene a diventare la pòlis egemone nel mondo ionico–attico, la culla della democrazia partecipativa. Tra i fattori artefici di questa unicità si possono annoverare: l’indipendenza militare ed economica; la presenza di comunità con poche migliaia di abitanti, la cui vicinanza e coesione ha fatto sì che «le notizie» circolassero «velocemente» e che «l’impatto degli ordinamenti economici e sociali» fosse «quasi immediato» 12 ; la possibilità dei cittadini «di militare a tempo pieno nella politica», garantita sia dal lavoro di donne e schiavi nei campi, sia dalla «specializzazione nelle colture della vite e dell'ulivo, meno esigenti di manodopera a tempo pieno» 13 . Tuttavia, l’incondizionata dedizione del cittadino agli affari pubblici che ha caratterizzato la democrazia antica – assieme all’aumento della popolazione che ha ridotto in modo considerevole la possibilità concreta di partecipare e intervenire direttamente nell’agorà – è stata anche una delle cause del suo successivo declino nel quarto secolo (Held, 1997). 10 Held D., (1997), pp. 36-40 11 Dahl R.A., (1987), Democrazia o tecnocrazia? Il controllo delle armi nucleari, p. 26 12 Held D. (1997), Op. Cit., p. 29 e seg. 13 Luttwak E.N., Creperio Verratti S, (1996), Op. Cit., p. 53
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Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Rinzafri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Architettura
  Corso: Pianificazione Territoriale, Urbanistica ed Ambientale
  Relatore: Edoardo Salzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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