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La pianificazione partecipativa: teorie e tecniche. Un esempio di integrazione di diversi strumenti: GioCoMo.

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Capitolo 1 – LA DEMOCRAZIA - 12 - «L'assoluta politicità richiesta dalla conduzione in proprio dei pubblici affari crea un profondo e instabile equilibrio tra le varie necessità e funzioni dell'esistenza associata, perché a una ipertrofia della vita politica corrisponde inevitabilmente l'atrofia della vita economica. Quanto più questa democrazia si perfezionava, tanto più i suoi cittadini erano quindi destinati a diventare più poveri. La polis greca non poteva dunque sfuggire al circolo vizioso, nel quale si aggirava, che era quello di cercare un rimedio politico al malessere economico, di provvedere con la confisca delle ricchezze alla insufficiente produzione di ricchezza. Perciò la democrazia antica era fatalmente destinata a naufragare nella lotta di classe tra ricchi e poveri, proprio perché allevava solo un animale politico e non anche un homo oeconomicus.» (Bobbio, Lombardini, 1981, p. 17) Nonostante il diritto di partecipare attivamente alla vita politica fosse riservato ad una minoranza del popolo, Atene resta il primo e il più famoso esempio di democrazia diretta – a detta di tutti, la maggiore conquista e innovazione della civiltà greca – e come tale ha inevitabilmente influenzato il pensiero politico nel corso dei secoli. Tra le diverse obiezioni rivolte agli ideali democratici, la più importante e la più citata è quella esposta da Platone ne La Repubblica. Secondo la tesi del "governo dei guardiani", i comuni cittadini non possiedono la competenza o la maturità sufficiente a governarsi da sé, mentre esiste un’élite di esperti – i Custodi – che, sapendo individuare il bene comune e conoscendo i mezzi migliori per raggiungerlo, sono più adatti degli altri a gestire il potere 14 . Tale capacità deriva dal fatto che i guardiani, non avendo una famiglia privata (il Socrate platonico ne ipotizza l’abolizione nel V libro della Repubblica), considerano la polis come la loro famiglia, identificando così i loro interessi con gli interessi dell’intera città. Questa tesi, sebbene sia stata formulata nel lontano 390 a.C., è ancora molto attuale: utilizzata «sotto le vesti dell'ideale tecnocratico», serve a giustificare la mancanza di controllo democratico negli ambiti decisionali più complessi. A sostegno del principio di meritocrazia, «le tecnostrutture» (composte dai 'competenti' tecnici e dai burocrati) asseriscono che «i governanti dovrebbero prima di tutto avere la capacità di prendere decisioni sagge e virtuose e […] non possono farlo se sono soggetti al controllo democratico»; ne consegue che «il criterio di saggezza dovrebbe avere la precedenza su quello di democrazia» (Dahl, 1987, p. 8) 14 Dahl R.A., (2000), Sulla democrazia, p. 75
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Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Rinzafri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Architettura
  Corso: Pianificazione Territoriale, Urbanistica ed Ambientale
  Relatore: Edoardo Salzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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