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William James, filosofo della libertà

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9 Di certo, Henry James era ‘geloso’ dell’educazione dei propri figli: non potendosene occupare da sé a tempo pieno (ricordiamo infatti che, sebbene fosse libero dalla necessità di lavorare, egli era sempre occupato nello studiare e nello scrivere), delegava questo compito ad altri, che in breve tempo perdevano la sua fiducia. Un motivo meno ‘viscerale’, capace di chiarificare a questo punto quale fosse l’ideale educativo di Henry James, è invece questo: egli riteneva che fosse scorretto limitare gli interessi di un fanciullo e poi di un adolescente a un determinato campo o a una determinata materia 31 . Proprio per questo egli vedeva nello spiccato interesse dei suo figli per una qualche disciplina un pericolo reale da neutralizzare prontamente; la soluzione immediata — e la più superficiale — per realizzare questo ‘progetto pedagogico’ era quella di cambiare continuamente i professori cui erano affidati i suoi figli o, meglio ancora, di trasferirsi in un altro paese: [...] egli infatti metteva in guardia i suoi figli contro ogni professione ‘limitante’ spingendoli soltanto a “essere”. Il suo primogenito, brillante, ambizioso e animato da spirito di competizione, non poteva che trovare soffocante un avvenire di questo genere 32 . Un’altra ipotesi, meno giustificabile da un punto di vista pedagogico e sicuramente più rivelatrice del carattere fondamentalmente egoista di Henry James è suggerita ancora una volta da Gay Allen: Quando Henry Sr. Si stancava di rimanere in un dato posto , allora decideva di dare una svolta all’educazione dei propri figli, svolta che ovviamente richiedeva un nuovo viaggio 33 . Probabilmente è più giusto considerare tutte queste spiegazioni come parzialmente valide, anche se rimane vero un fatto fondamentale: all’interno dei progetti, e delle pulsioni, di Henry James trovavano poco spazio le esigenze dei suoi figli; spesso infatti i viaggi improvvisi decretati dal padre provocavano in William il dispiacere di lasciare, senza poi comprenderne il motivo, un ambiente che ormai era divenuto familiare 34 . 31 Che William James, già fanciullo, comprendesse quali fossero le intenzioni paterne — riguardo alla propria formazione intellettuale — è fuor di dubbio; egli, una volta adulto, riconoscerà ancora più chiaramente quanto il padre avesse influito sul suo carattere: James si rendeva conto che intraprendere una professione avrebbe significato fare quello da cui il padre e la sua stessa educazione avevano cercato di allontanarlo: lo specializzarsi. D. Bjork, op. cit., p. 70. Vedremo meglio in seguito quanto sarà tavagliata la decisione di William James riguardo alla professione da intraprendere. 32 L. Simon, op. cit., p. XX. Anche Croce sottolinea, negativamente, questo aspetto della pedagogia di Henry James: Ritenendo sacra la spontaneità dei fanciulli Henry James disapprovava qualsiasi specializzazione dei propri figli, o che comunque essi sviluppassero un interesse ben determinato fin da piccoli. P. J. Croce, op. cit., p. 41. [...] Il padre toglieva i figli dalle scuole in cui stavano compiendo reali progressi in qualche materia, affinché non potessero effettivamente piantare radici in una disciplina ben precisa. Ibidem. 33 G. W. Allen, op. cit., p. 42. 34 Le prime esperienze professionali ed educative di James furono un continuo cursus interruptus. R. J. Richards, Darwin and the Emergence of Evolutionary Theories of Mind and Behavior, The University of Chicago Press, Chicago 1987, p. 412.

Anteprima della Tesi di Federico Riva

Anteprima della tesi: William James, filosofo della libertà, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federico Riva Contatta »

Composta da 510 pagine.

 

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