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William James, filosofo della libertà

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4 Henry James, sebbene avesse la certezza che l’uomo nasce separato da Dio e che il cammino per ricongiungersi a lui sia lungo e faticoso, sentiva il bisogno di un Dio che fosse più vicino all’uomo e più comprensibile, di un Dio che non agisse quasi in maniera capricciosa e ‘diabolica’. 12 Henry James cercò dei ‘sostegni’ al proprio pensiero religioso e uno dei primi e dei più importanti fu senza dubbio Robert Sandeman: Trovandosi in Inghilterra nel 1837, fu attratto da Robert Sandeman 13 ; probabilmente vide in questo scrittore, che sottolineava l’importanza della fede sulle opere, la possibilità di recuperare la solidarietà fraterna della chiesa primitiva. Nei primi anni ’40 James stava lavorando a un’interpretazione simbolica e allegorica delle Scritture, accumulando ‘pile di manoscritti’. Egli stava anche riflettendo intorno alla questione della natura, cercando di mostrarne l’unità e il profondo significato, e cercando per questo una riconciliazione tra scienza e religione 14 . Se Sandeman rappresentò senza dubbio uno dei primi punti di riferimento intellettuali di Henry James, non si può però dire che fu il più importante; Henry James è infatti ‘noto’ come swedenborghiano e fu proprio insieme con le opere di Swedenborg che egli raggiunse la propria maturità intellettuale 15 . 12 Henry James definisce il Dio calivinistico ‘diabolico’ in un passo della sua opera più famosa — Substance and Shadow — ; il passo è citato in TCWJ I p. 13 alla nota 20. Per quanto riguarda le altre opere di Henry James, che se oggi sconosciute completamente, anche all’epoca della loro edizione non suscitarono grande interesse, è sufficiente scorrerne i titoli per farsi un’idea degli argomenti trattati e di quanto rimase costante la sua passione per le tematiche religiose e morali: Moralism and Christianity; or Man’s Experience and Destiny, 1850; Lectures and Miscellanies, 1852; The Church of Christ not an Ecclesiasticism, 1854; The Nature of Evil, Considered in a letter to the Rev. Edward Beecher, D. D., Author of “The Conflict of Ages”. 1855; Christianity the Logic of Creation, 1857; Substanceand Shadow; or Morality and Religion in Their Relation to Life, 1863; The Secret of Swedenborg, being an Elucidation of His Doctrine of the Divine Natural Humanity, 1869; Society the Redeemed Form of Man, and the Earnest of God’s Onnipotence in Human Nature, Affirmed in Letters to a Friend , 1879; per quanto riguarda il calvinismo di Henry James Sr. cfr. tutto il primo capitolo della monumentale opera del Perry, appunto intitolato Calvinistic Inheritance; TCWJ I, pp. 3-20. Vale comunque la pena di dire qui che il Perry riteneva che la religiosità di Henry James, per quanto ‘eterodossa’, fosse profondamente calvinistica: Sebbene [Henry] James insisteva sull’infinita amabilità di Dio, e sulla solidarietà dell’umanità intera, la sua personale esperienza religiosa era profondamente calvinistica.. Ivi, p. 12. 13 Gay Allen ipotizza che fu Michael Faraday, il grande scienziato, a far conoscere a Henry James l’opera di Robert Sandeman, definito un mistico appartenente a un ‘cristianesimo primitivo’, che guardava a Cristo come a un amico dei peccatori piuttosto che dei giusti.. G. W. Allen, op. cit., p. 9. 14 Cfr. TCWJ I, p. 15. A proposito del rapporto fra religione e fede si può dire che Henry James Sr. non riuscì mai a essere veramente ‘attuale’ nel suo tentativo di ricongiungere istanze scientifiche e religiose; sebbene il tentativo di ricomporre le fratture del pensiero scientifico e quello religioso fosse certamente ‘tipico’ della sua epoca, e ancor più di quella successiva, è però da dire che i suoi concetti di religione e di scienza erano già superati al tempo in cui scriveva. La sua prospettiva — per quanto possa essere valida questa distinzione — era infatti teologica piuttosto che filosofica e la sua era l’epoca in cui la scienza aveva strappato alla teologia il ‘monopolio’ della verità, un’epoca in cui per poter riconciliare fede e sapere scientifico era necessario aver compreso veramente quale rivoluzione stesse avvenendo nel sapere umano. William James descrive bene l’anacronismo paterno nell’introduzione ai Literary Remains,: Ho sempre provato a immaginare che personaggio mio padre sarebbe potuto essere se fosse nato in un’epoca genuinamente teologica, con le menti migliori occupate a ragionare sui misteri della divinità, quando si respirava un’aria fatta di definizioni, teorie e contro.-teorie, di ferrei ragionamenti e dispute intorno alla relazione dell’uomo con Dio. LWJ I, p. 13. L’introduzione di William James ai Literary Remains è, dal 1982, disponibile nella sua versione completa in ERM alle pp. 1-63. 15 La carriera letteraria di Henry James non cominciò veramente prima del 1850; nel frattempo egli aveva visto la luce. Questa luce veniva da due fonti: Swedenborg e Fourier. Essi non lo convertirono, ma lo appoggiarono e lo sostennero, fornendogli un linguaggio, una struttura sistematica, e un supporto per la fede ch’egli aveva nel cuore. TCWJ I, p. 20.

Anteprima della Tesi di Federico Riva

Anteprima della tesi: William James, filosofo della libertà, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federico Riva Contatta »

Composta da 510 pagine.

 

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