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Erminio Macario - i film prodotti da Luigi Rovere

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13 <> 19 . La comicità dei film di Mack Sennet si basa su tre elementi principalmente: abbiamo già accennato all’uso ripetitivo e assillante delle gags e ad un ritmo decisamente accelerato, il terzo punto è l’uso continuo della caricatura. I suoi personaggi sono tutti caratteri eccessivi, il loro volto, il loro modo di muoversi, i loro gesti sono sempre oltre il limite, sopra le righe. <> 20 , delle vere e proprie maschere estrapolate, loro sì, dalla tradizione teatrale. E come tutte le maschere anche i personaggi di Sennet esistono solo in funzione del ruolo che svolgono, hanno certe caratteristiche perché dovranno comportarsi in un certo modo trovandosi in determinate situazioni. Addirittura saranno sempre schiacciati dalle situazioni che li circondano, si troveranno ogni volta in difficoltà impossibili, per loro, da superare, in avvenimenti più grandi di loro. E quando, non certo per merito loro, stanno per venirne fuori, ecco che qualcosa li risucchierà di nuovo al centro dell’intreccio comico ed il circolo si chiuderà per ripetersi quasi all’infinito in maniera ossessiva. Il cinema di Sennet è stato definito addirittura apocalittico, un continuo precipitare di avvenimenti di per sé banali in situazioni enormemente sproporzionate. Il tutto finisce per creare una situazione di disagio tanto che <> 21 , una sorta di fuga da una realtà insostenibile. In una situazione per molti versi simile a quella dei personaggi di Sennet si trova in tutti i suoi film Buster Keaton, una delle prime “maschere” del cinema. Gli intrecci in cui lo sfortunato Buster si trova invischiato rispecchiano però con maggior precisione quelli della commedia. È di nuovo Cremonini a ricondurre l’articolazione narrativa dei film di Buster Keaton ai tre movimenti classici della commedia. Si parte da una situazione narrativamente instabile, creata da un equivoco che apre la logica drammatica della vicenda. Questo equivoco prevede l’inserimento del personaggio in una situazione a lui non pertinente, una situazione che non gli appartiene e dalla quale non è in grado di districarsi con i suoi mezzi. Il protagonista diventa un puro oggetto tra gli oggetti, coinvolto nel meccanismo della narrazione. Siamo di nuovo al personaggio insociabile di Bergson. Il secondo movimento prevede lo sviluppo sempre più complicato della vicenda, la situazione originaria, già instabile di per sé, diventa sempre più complessa attraverso le gags e lo sviluppo narrativo. La maschera Keaton mantiene il suo ruolo e si lascia trascinare senza reagire, anche perché non ne è in grado, nell’intreccio della vicenda. 19 Giorgio Cremonini, Il comico e l’altro, cit. , p. 49. 20 Ivi, p. 50. 21 Ivi, p. 57.

Anteprima della Tesi di Gabriele Farina

Anteprima della tesi: Erminio Macario - i film prodotti da Luigi Rovere, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Gabriele Farina Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

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