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Orientamenti giurisprudenziali in tema di revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie

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11 Passando ad analizzare più dettagliatamente la funzione della revocatoria fallimentare, bisogna preliminarmente precisare che tale termine viene inteso, nel linguaggio giuridico, in due differenti accezioni: a) come espressione atta a descrivere le conseguenze economiche e sociali della disciplina; b) come espressione sintetica atta a descrivere presupposti ed effetti della revoca di determinati atti rispetto al fallimento 7 . Nella prima delle due accezioni si possono evidenziare due diversi profili della funzione della revocatoria. Vi è un primo profilo, c.d. redistributivo, in cui la revocatoria fallimentare si inserisce nel complesso sistema di ripartizione del danno sociale provocato dall’insolvenza dell’impresa. Vi è, poi, un secondo profilo, c.d. preventivo, nel quale la revocatoria fallimentare svolge una funzione di prevenzione generale nei confronti dell’attività di determinate categorie di creditori dell’imprenditore, per le quali il pericolo della revoca dell’atto si risolve in una remora al compimento dell’atto stesso. Per quanto riguarda la seconda accezione, sorgono più problematiche in quanto dottrina e giurisprudenza sono divise fra una tesi indennitaria ed una anti-indennitaria. La prima delle due tesi, che è quella, tuttora, prevalente nella trattatistica fallimentare e costantemente seguita dalla giurisprudenza 8 , ritiene che un atto sia passibile di revocatoria solo quando abbia apportato un pregiudizio al patrimonio del debitore. Tuttavia, tale concetto di pregiudizio è nella disciplina della revocatoria fallimentare più ampio rispetto a quello previsto nella revocatoria ordinaria, in quanto può consistere semplicemente nella lesione della par condicio creditorum. La seconda tesi, quella anti-indennitaria 9 , ritiene invece che il 7 Cfr. LIBERTINI, Sulla funzione della revocatoria fallimentare: una replica e un’ autocritica,in Giur.comm., 1977, I, 84. 8 Cass., 26 maggio 1987, n. 4703, in Rep. giust. civ., 1987, voce Fallimento, n. 267; Cass., 28 ottobre 1988, n. 5857, in Fallimento, 1989, 288; Cass., 7 novembre 1985, n. 5405, in Giur. comm., 1987, II, 57; Cass., 4 maggio 1983, n. 3050, in Dir. fall., 1983, II, 628; Cass., 28 aprile 1981, n. 2559, in Giur. it., 1982, I, 1, c. 356; Cass., 25 giugno 1980, n. 3983, in Foro it., 1980, I, c. 2780. 9 Tesi efficacemente sviluppata da MAFFEI ALBERTI, Il danno nella revocatoria fallimentare, Padova, 1970 e ulteriormente precisata dal medesimo autore in La funzione della revocatoria fallimentare, in Giur. comm., 1976, I, 362. In giurisprudenza si vedano: Trib. Modena, 9 marzo 1972, in Giur. it., I, 2, c. 613; Trib. Catania, 9 marzo 1973, in Dir. fall., 1973, II, 757; Trib. Genova, 23 marzo 1988, in Giur. comm., 1989, II, 259; Trib. Genova, 12 aprile 1988, in Fallimento, 1988, 824 e Trib. Roma, 29 settembre 1983, in Foro it., 1984, I, c. 284.

Anteprima della Tesi di Marco Francesco Sommariva

Anteprima della tesi: Orientamenti giurisprudenziali in tema di revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Francesco Sommariva Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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