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Ricerca e provocazione come vie della fabbrica teatrale: il percorso artistico di Steven Berkoff

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3 Berkoff ricava dal carcere due regali che lo accompagneranno per tutta la vita: una dolorosa ulcera e la fascinazione del teatro, nata dal colloquio col cappellano di Sheperd’s Bush: “ Mi raccontò che la Mecca Dance Hall dove passavo le mie serate, era stato un tempio dell’arte teatrale: il Lyceum. In quel luogo profanato da musica assordante, Henry Irving aveva recitato tante volte Hamlet e The Bells intorno al 1890. Io non sapevo niente di teatro, ma questa conversazione restò in un angolo della mia mente, e voglio credere che ci fosse una ragione per questo: con il Lyceum, Irving mi aveva mandato il suo messaggio attraversando il secolo” (FA, 142). Nell’adolescenza, Steven non è più un soccombente: si veste da teddy boy e passa il tempo al club di Stamford Hill e nei dancing come la Mecca, il jazz club di Finsbury Park, il Royal. I suoi modelli sono gli eroi e padroni dell’East End, come Curly King e i fratelli Kray vi : “C’era qualcosa di terribilmente macabro in queste strane bestie, come se il loro potere sulla gente andasse al di là della minaccia di violenza. Possedevano una affascinante amoralità. Essere picchiati da loro era considerato un onore” (FA, 41). Steven ascolta la musica del selvaggio Johnnie Ray, ama Carmen Miranda e adora attori come Marlon Brando, Anthony Quinn, Gary Cooper, James Cagney: l’immagine hollywoodiana del ribelle gli va a pennello (“Un giorno mi sono sentito come trasformato, mi sono guardato allo specchio e come Narciso mi sono innamorato di me stesso, sentendomi destinato a qualcosa di grande” FA, 141).

Anteprima della Tesi di Luisa Ricci

Anteprima della tesi: Ricerca e provocazione come vie della fabbrica teatrale: il percorso artistico di Steven Berkoff, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luisa Ricci Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

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