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11 Settembre 2001 "Per non dimenticare"

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13 Intorno alle 10.30 si diffuse inoltre la voce che un’autobomba era esplosa davanti al Dipartimento di Stato a Washington, ma tale circostanza non fu mai ben chiarita, forse perché ritenuta un episodio di secondaria importanza, 5 rispetto a tutto il resto. Circa due ore dopo, in un’atmosfera spettrale, l’incubo dei crolli si ripeteva. Oltre alle due torri ed agli edifici più bassi del World Trade Center, rimasti schiacciati dalla caduta dei due giganti, anche un altro grattacielo, situato nelle immediate vicinanze del Wtc, si abbatteva fragorosamente al suolo, come se tutte quelle costruzioni si trovassero collegate tra loro in un infernale gioco del domino. 1.4) La dinamica del crollo Quando le torri furono ideate, 6 per l’ardito progetto avveniristico e le loro imponenti dimensioni, particolari attenzioni furono dedicate ai problemi relativi alle sollecitazioni statiche e dinamiche, alle forze di compressione, trazione e taglio che diversamente agivano lungo le varie sezioni della struttura; furono calcolate condizioni meteorologiche estreme, compresi uragani, terremoti ed incendi, ai quali gli edifici potevano resistere per 90-120 minuti, ma non era certamente stata prevista l’esplosione dovuta all’impatto di un aereo carico di 40.000 galloni di carburante. In un primo momento, nonostante la devastante forza d’urto, la struttura perimetrale tubolare in acciaio delle torri riuscì ad assorbire il tremendo impatto, impedendone il crollo immediato. Così fu resa possibile una parziale evacuazione dei grattacieli, anche se purtroppo per i piani superiori non ci fu nulla da fare, a causa dell’interruzione di tutti i collegamenti tra un settore e l’altro degli edifici. Alle persone presenti nei piani alti fu quindi preclusa ogni via di fuga, compresi i tetti, divenuti a loro volta irraggiungibili, per il denso fumo e gli scoppi, perfino dai numerosi elicotteri intervenuti. Attendibili conclusioni stabilirono in seguito che non fu l’impatto in sé a causare la caduta delle torri, anche se ne provocò seri danni strutturali, ma fu il fortissimo calore dell’incendio che, portando gli elementi della costruzione a temperature estremamente alte, causò la perdita di rigidità e di resistenza dei materiali. 5 Cfr. G. RIOTTA, op. cit. p.132 ed inoltre il sito Internet www.twintowersday.com 6 www.pernondimenticare.it/

Anteprima della Tesi di Franco Pallassini

Anteprima della tesi: 11 Settembre 2001 "Per non dimenticare", Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Franco Pallassini Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

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